Dopo un pomeriggio di passione , il dado è tratto” scuole chiuse fino al 15 marzo” . Tra l’entusiasmo di studenti fancazzisti , qualche insegnante contenta di rimanere a casa a riposare, prendere coscienza che qualcosa nelle nostre vite rischia di cambiare e cambiare per sempre, fa un po’ paura. Di cosa stiamo parlando? Abbiamo sottovalutato il corona virus o al contrario lo abbiamo sopravalutato perdendo il controllo sugli effetti della comunicazione? E’ una semplice influenza di cui non si conosce ancora il rimedio e da il colpo di grazia a chi sta già male di suo o è l’inizio di una pandemia i cui esiti sono incerti e pieni di domande? Come cambieranno le nostre vite? Come cambieranno i nostri rapporti? Come si può vivere ( specialmente per noi”vasa vasa” ) stando a due metri di distanza senza neanche potersi dare la mano? Chi ci riuscirà? Dare una chiave di lettura dal punto di vista virale sembra cosa ardua ma ancora più ardua è dare una chiave di lettura dal punto di vista sociologico con tutti i risvolti che questa certamente pandemia psicologica oggi ha prodotto.
E l’economia, l’economia che direzione prenderà? Quante aziende sopravverranno a questo tsunami inaspettato e imprevedibile? Alcuni analisti ipotizzato una catastrofe dal punto di vista economico e questo non è difficile immaginarlo. In tutto questo marasma la cosa che più mi ha impressionato è stata la chiusura all’unisono di tutte le attività commerciali dei cinesi. Da un giorno all’altro anticipando tutto e tutti e lasciando gli scaffali pieni, hanno tirato giù un cartello con scritto “ chiusi per inventario” e sono scomparsi nel nulla. Un segnale che noi italiani non ci siamo preoccupati minimamente di interpretare, di declinare , di capire….. Insomma oggi una sola certezza: “ scuole chiuse fino al 15 di Marzo” il resto è amuchina e mascherine…












