In quanti possiamo aspettare che passi la bufera , quanti no? Questa è la domanda che dovremmo iniziare a porci. Quanto tempo potrebbe durare tutto questo e quanti man mano andranno consumando quelle poche o molte riserve messe da parte? Anche quelli che in questo momento pensano di potere resistere a tempo indeterminato debbono iniziare a porsi queste domande.
L’uomo sa diventare il più feroce degli animali nei momenti di disperazione. E allora bisogna porsi adesso questi interrogativi. Bisogna iniziare ad avere dei piani, delle soluzioni che possano raggiungere quella parte di popolazioni che magari non sa cosa è il pin, che non ha una carta di credito che non ha un contratto di lavoro. Ma anche negozianti che smetteranno di esserlo presto, imprenditori che diventeranno ex, impiegati che diventeranno disoccupati.
Quella fetta di popolazione che ha già problemi dopo solo 20 giorni di questa situazione, e che essa stessa diventerà il problema per quelli che in questo momento non hanno problemi. In questo contorto gioco sociologico , in questa sorta di cubo di Rubik della nostra situazione, dobbiamo fare presto a trovare come fare diventare le pareti di quel cubo dello stesso colore.
Tutte queste valanghe di danaro che sembrano doverci arrivare addosso , che se poi li vai a dividere pro capite sono più o meno un carrello pieno di spesa, forse più funzionali a imbastire le prossime campagne elettorali che ha risolvere il problema strutturale in cui si troverà da qui a breve, brevissimo la nostra società, sembrano il richiamo di un venditore di pentole che ti promette che dimagrirai solamente cucinado con la sua batteria da cucina.
Io ascolto tanta gente durante il giorno, a volte piango con loro perché il loro pianto è anche il mio. Vorrebbero sentire una soluzione, una dritta, uno spiraglio di speranza. Spesso li imbroglio invitandoli al buon umore , sfoderando il meglio della filosofia del “ ce la faremo”. Però a volte mi fermo un attimo e mi piacerebbe che tutti gli uomini di buona volontà potessero per un attimo , un solo attimo capire ciò che questo maledetto virus sta provando a dirci, sta provando a insegnarci, con la stessa virulenza del maestro di altri tempi, quello che usava la bacchetta di legno sulle mani se non avevi studiato.
Questo covid 19, che detto così sembra una marca di un paio di blue jeans, sembra volerci punire, umiliare, facendoci provare la fame, la solitudine l’allontanamento sociale ( come si dice oggi) . E mi viene in testa una frase che pur non essendo un fervido praticante, mi fa eco “ gli uomini di buona volontà” . Ci sono ancora uomini di buona volontà? Ne esistono? E se esistono, dove sono, cosa stanno facendo? Ecco , questa sera provo a non dare risposte e inizio a farmi domande anche io in cerca di qualcuno che mi imbrogli.
Di quel cubo, ho l’impressione che non siamo riusciti a risolvere ad oggi neanche una sola faccia.
Cesare Sciabarrà












