Il gip del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto, pur non convalidando il provvedimento , ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due 40enni fermati negli scorsi giorni dalla Squadra Mobile di Agrigento in quanto gravemente indiziati della selvaggia aggressione ai danni del connazionale di 37 anni, il quale , aggredito a calci e pugni nonchè con arma impropria, è stato ridotto in fin di vita e ricoverato in prognosi riservata in una unità specializzata ospedaliera di Palermo.
I due indagati, difesi dall’avvocato Salvaggio, hanno scelto la via del silenzio durante l’interrogatorio. Gli aggressori indicati da diversi testimoni, dopo il violento attacco si sono dati alla fuga, ma dopo qualche ora sono stati rintracciati a Canicattì dai poliziotti con ancora gli abiti e le scarpe sporchi di sangue.La feroce aggressione maturata in un contesto di degrado sociale, caratterizzato da abuso di alcool, sembrerebbe scaturita da motivi riconducibili a banali controversie di natura economica. L’inchiesta è coordinata dal pm Gianluca Caputo.












