Quando oggi mi hanno inviato queste foto , non sono neanche riuscito a meravigliarmi. Quello che vedete è il portone, il prezioso portone del San Domenico centro culturale utilizzato fino a poco tempo fa alla distribuzione dei mastelli della monnezza.
Avevo attenzionato quel portone uscito dalla penna dell’architetto Portoghesi, quando si era consentito di apporre un chiodo da dieci dove fare penzolare la penna con la quale ci si scriveva nella lista per ritirare i mastelli.
Una nobil donna nella grinfie di un tamarro. Ma oggi alla luce di nuove definizioni che ho fatto mie ma suggerite da un consigliere comunale,la definizione più esatta è siamo in mano a vandali morali. Avevo fatto presente che quel portone privo di qualsiasi manutenzione si sarebbe ben presto ridotto così. Ma io sono il giornalista cattivo e loro sono propensi solo a confrontarsi con i filogovernativi. Ma ritorniamo al portone.
Quel prezioso portone inaugurato solo qualche anno fa , oggi è ridotto peggio di uno di quei barconi abbandonati dagli immigrati che sbarcano sulle spiagge. Dopo che hanno fatto vandalizzare la piscina per non dotarla di un paio di telecamere dal costo di qualche centinaio di euro, hanno ridotto un prezioso portone restaurato solo un paio di anni fa , nelle condizioni in cui lo vedete. Avevo gridato a squarcia gola che quel portone da li a poco si sarebbe ridotto come è ridotto oggi. Niente, nulla, l’indifferenza totale….Ora faranno i focus sulla città…
Neanche il peggiore degli amministratori di condominio avrebbe potuto fare peggio. La cosa straordinaria è che il Sindaco poco tempo fa pubblicava con orgoglio l’articolo di una prestigiosa rivista di architettura che parlava del centro Culturale San Domenico. Bene caro Sindaco invii le foto di come è ad oggi ridotto quella preziosa struttura che vi hanno affidato solo un paio di anni fa. Attila non avrebbe saputo fare meglio

















