Recita un vecchio proverbio “ non c’è più sordo di chi non vuol sentire” e non aggiungiamo che non c’è più cieco di chi non vuol vedere. E allora per fare vedere ciò che in tanti fanno finta di non vedere e di non capire, casco in testa, action cam e uno scooter e vi raccontiamo una storia. La storia della linea continua di Canicattì. Sembrerebbe il titolo di un romanzo se non fosse una assurda storia di illogicità , arroganza, strafottenza e insana complicità. Abbiamo fatto appelli in tutte le lingue, a  nulla è servito.

Da una parte l’arroganza di un ente a cui non interessa costringere le persone a fare oltre 15 km in più per rientrare a casa, dall’altra dei mollicci amministratori troppo impegnati a raccontarci tutta una serie di atti eroici compiuti in questi 4 anni in preparazione della campagna elettorale, mentre i cittadini continuano a scassare le auto , alcuni anche la faccia, e a commettere quotidianamente delle infrazioni al codice della strada sotto lo sguardo indifferente di chi si dovrebbe occupare del problema. Ecco noi continuiamo a gridare.. qualcuno speriamo ci ascolterà