A primo acchito potrebbe sembrare il titolo di un libro piuttosto che di un film, invece è il titolo di un incubo. “ La monnezza dei positivi” è realtà , nulla a che vedere con la più fervida fantasia. Nessuno ne parla tranne noi, che abbiamo lanciato il grido d’allarme illo tempore . Vediamo di cosa stiamo parlando.

I soggetti risultati positivi costretti a stare a casa producono spazzatura. La spazzatura prodotta da questi soggetti è di tipo “A” cioè rifiuto speciale a rischio contagio, pertanto deve essere raccolta e smaltita dall’ ASP. L’Asp da dato in appalto la raccolta di questo rifiuto ad una ditta che per vuoi esiguità dei mezzi, vuoi per poco personale, vuoi per fatti che non conosciamo, non può assicurare un costante ritiro del rifiuto di cui sopra. Diciamo “ costante” mantenendoci moderati.


Ad oggi vi sono positivi che hanno monnezza a casa da oltre 20 giorni. Capite bene cosa significa per un nucleo famigliare magari in una casa di 80 metri quadri avere monnezza per oltre venti giorni. Il paradosso è che alcuni di questi finito anche il periodo di quarantena , sono risultati negativi al tampone e debbono continuare a vivere a contatto con rifiuti contaminati. Una situazione che definirla paradossale sarebbe un eufemismo.

L’esasperazione sta portando molti di questi a conferire indiscriminatamente mettendo i rifiuti contaminati davanti il loro portone insieme ai mastelli di coloro che non sono in quarantena, con enorme pericolo per i nostri operatori ecologici che diventano potenzialmente contagiabili e veicolo di contagio. Tutta questa situazione riguarda tutti i paesi della nostra provincia e il grido di allarme di una emergenza nell’emergenza è inevitabile. Durante una diretta con il Sindaco di Campobello Gianni Picone, si è pensato di proporre un’azione congiunta tra i sindaci , in modo tale da sollecitare una soluzione ad un problema davvero drammatico per chi lo vive, pericoloso per chi lo subisce. Vorremmo in conclusione non dimenticare anche i rifiuti di tipo “A1” quelli prodotti dai messi in quarantena … ne parleremo più avanti