La salma del  Giudice Livatino, una volta concluso il processo di beatificazione oramai alle battute finali, sembra sarà trasferita presso la cattedrale di Agrigento.

Se queste voci dovessero trovare riscontro o meglio se queste voci non dovessero trovare smentita non ci sarebbe certo da stare tranquilli.  La notizia frutto di  un ‘indiscrezione sembra montare ogni giorno di più.


La salma del Giudice Rosario Livatino sembra, e usiamo tanto di condizionale, una volta diventato beato,  sarà portata presso la cattedrale di Agrigento. Vorremmo potere terminare qui il nostro pezzo e rimanere seduti ad aspettare la smentita da parte della più alta autorità ecclesiastica agrigentina, ovvero dal Cardinale Montenegro.

Ma non possiamo non fare alcune riflessioni . Posto il fatto che sembra che la causa di beatificazione del giovane magistrato canicattinese sia sulla dirittura d’arrivo, la sola eventualità che tale notizia ad oggi sufficientemente infondata  possa trovare concreto riscontro , sarebbe un duplice schiaffo alla memoria di Rosario Livatino. Il giudice non ha mai fatto mistero del suo attaccamento alla città dell’Uva Italia e anche quando sia le condizioni ( vivere nello stesso stabile del mafioso di cui stava indagando) che le prospettive sarebbero state sufficienti e necessarie per trasferirsi ad Agrigento, il giovane giudice non volle mai lasciare il suo paese, fino al giorno a noi tutti noto in cui sull’asse che da Canicattì portava alla città dei templi, trovò la morte.

Questo è un  fatto , il più importante credo, cioè la volontà di Livatino di non lasciare mai la sua Canicattì. L’altro fatto riguarda la comunità canicattinese, che ha fatto del giovane giudice un vero punto di riferimento oltre che di orgoglio, in barba a quella cultura mafiosa che ha visto per tanti anni,  anche troppi, la città teatro di carneficine.

Il giudice è stato la bussola per tutte le nuove generazioni canicattinesi e non solo , il trasferimento della sua salma presso la cattedrale piuttosto che presso la chiesa di San Domenico di Canicattì ( la sua chiesa) è l’usurpazione di un diritto, lo stesso che muove la mamma nei confronti di un figlio. Perché Rosario Livatino è figlio della sua Canicattì. In attesa di una smentita a queste voci ci piace pensare che Rosario Livatino possa continuare a dare lustro alla sua amata Canicattì da prossimo beato.

Cesare Sciabarrà