Quella delle isole ecologiche sembra un paradosso nei paradossi. Da tempo denunciamo una situazione surreale che non ha alcun senso tenere in essere, ma come siamo oramai abituati ci vuole un po’ di tempo affinché le nostre denunce vengano recepite. Ma andiamo per ordine. Ciò che denunciamo da tempo è che ubicare delle isole ecologiche là dove si effettua la raccolta porta a porta è un’istigazione a non fare la differenziata.

Questo non lo diciamo noi, ma lo dicono le immagini che nel corso del tempo abbiamo raccolto e con le quali abbiamo documentato la quantità industriale di indifferenziata che questo enorme cassonetto nel cuore della città e di altre vie abitate produce. Abbiamo detto “ enorme cassonetto” proprio perché di questo si tratta.


Noi in verità abbiamo pagato per avere un’isola ecologica che sarebbe dovuta stare in quelle zone non raggiunte dalla raccolta porta a porta, invece è stata ubicata in zone centralissime del paese e per di più è stata privata del complesso e costoso meccanismo che la rendeva isola ecologica.

Infatti all’inizio veniva usata in maniera tecnicamente esatta, pur stando in luoghi non adatti al suo utilizzo. Un lettore di codici fiscali identificava il conferitore e l’isola apriva l’oblo relativo al conferimento del giorno. Tutto questo aveva un senso. Invece sembra che siano state date disposizioni di spegnere il computer che identificava il conferitore di lasciare arbitrariamente tutti gli oblò aperti e quindi favorire il conferimento selvaggio a prescindere dal giorno di conferimento e dall’utente che conferisce.

Risultato? Una discarica a cielo aperto, fatta dai tanti avventori che sapendo di non essere controllati conferiscono ad ogni ora del giorno e della notte, mentre le famigerate telecamere inquadrano il cielo in attesa di una stessa cadente affinché possano esprimere il desiderio  di ritornare a essere isola ecologica.

Tutte queste osservazioni che oltre ad essere logiche sono supportate da video e immagini che testimoniano quanto fin qui descritto , sembrano lasciare del tutto indifferenti i nostri amministratori , a cui sembra non dispiacere che quelle già isole ecologiche oggi declassate a mega cassonetti  sono produttori industriali di monnezza indifferenziata.

Cosa produce l’indifferenziata? Produce un costo enorme di conferimento, l’impossibilità di raggiungere il famoso 60% che ci farebbe usufruire di bonus regionali e una situazione igienico sanitaria , oltre che estetica ( essendo dentro il paese) davvero imbarazzante.

Noi ci siamo chiesti : se tutto questo è talmente oggettivo che anche un bambino di tre anni sarebbe in grado di capirlo, perché i nostri amministratori continuano a non capirlo? E’ oggettivo, sotto gli occhi di tutti  anche sotto i loro occhi.

E allora abbiamo ipotizzato due possibilità : o ci sono o ci fanno. A chi conviene tenere in piedi questa vergogna? Chi ci guadagna da tutto questo? Considerando che nel 2017 eravamo al 24,93% di differenziata, nel 2018 al 25,20% e nel 2019 al 38,90 posizionandoci in coda alla classifica dei 380 comuni siciliani e considerando che altri paesi a noi vicini che usufruisco del servizio di raccolta delle stesse aziende oggi sono entro la soglia di quel 60% che li rende premiati , nel 2020 a quale percentuale di differenziata aspiriamo con questo sistema?

Abbiamo più volte invitato l’amministrazione a rendere pubblici i formulari della spazzatura conferita  in maniera tale da renderci conto di cosa stia succedendo…. Nessuna risposta. Se poi aggiungiamo che il sequestro CAM  e della relativa tramoggia e il mancato incasso  derivante dall’affitto dello stesso alle RTI come prevede il capitolato, quella della monnezza diventa un vero bagno di sangue per i cittadini. Ma riproponiamo la domanda: siete davvero così ingenui per consentire tutto questo ?