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Canicattì: i quartieri si riprendano la loro dignità…. non si facciano rapinare dalla politica

Scritto da il 13 gennaio 2021, alle 08:48 | archiviato in #Esclusiva, Canicattì, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

I quartieri si approprino della politica e non facciano che la politica di impossessi di loro. Questa è la sfida lanciata da Cesare Sciabarrà durante una sua diretta Facebook. Ogni quartiere dovrebbe avere un suo rappresentante in consiglio comunale. Solo chi vive i luoghi può interpretate e portare avanti le istanze e le necessità di un quartiere.

La rapina che puntualmente la politica fa alla popolazione attraverso figuri che si appropriano del voto della gente senza nulla dare in cambio al territorio, è alla base dell ‘isolamento di zone intere della città, che non hanno a quale santo rivolgersi quando vi è la necessità di farlo . Non è normale che il giornalismo si debba sostituire alle istituzioni politiche locali per fare valere un’istanza o denunciare un disservizio.

Infatti chi prende i voti scappa, senza più ritenere di rispondere, se non a qualche favoretto ad personam a qualche capofamiglia che ha truffato a sua volta il suo stesso nucleo familiare, magari in cambio di sistemazioni posticce e a tempo determinato.Non di rado assistiamo a personaggi che millantano il possesso di centinaia di voti come fosse roba loro, quando invece il voto è la massima espressione di libertà , di democrazia  di indipendenza, di dignità . Millantare di possedere centinaia di voti è come millantare di possedere la dignità di centinaia di persone e poterne fare ciò che si vuole.

Piccole fette di povertà scambiate in cambio di fette più o meno grandi di potere, di egoismo. Un modo di interpretare la politica distorto che toglie la dignità ai territori e alla gente che li abitano. Ogni singolo quartiere sarebbe in grado di esprimere un rappresentate in consiglio comunale, uno che il quartiere lo vive, ci vive e che incontra ogni santo giorno i suoi vicini di casa.

Avere un punto di riferimento che vive egli stesso le necessità della zona in questione è l’unico modo per affrancarsi da una politica becera e fatta di promesse mai mantenute e mero  sfruttamento. Oggi se Canicattì vuole che si risponda alla necessità di rinascita deve prendere le giuste distanze da quel clientelismo che giova a pochi e che distrugge tanti. La politica dei quartieri, fatta da chi li vive non da chi li rapina. Questa è la vera frontiera della rinascita di un paese. Questa è la vera rivoluzione



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