E se all’improvviso la nostra città si riempisse di “ Sig. Russo”? Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se una rivoluzione civica contagiosa come il covid contagiasse la nostra città. Il primo untore sarebbe certamente lui: il sig. Russo e la sua famiglia. Infatti accanto al sig. Russo vi è una famiglia che oltre a supportarlo lo aiuta anche.
Quella del sig. Russo è una storia che va raccontata. Un signore in pensione che un bel giorno decide di adottare quella che volgarmente oggi chiamiamo la zona artigianale, ma che la comunità canicattinese ha declinato come un vero centro sportivo e ricreativo salvandolo dalla certezza di diventare una mega discarica o un centro Rom.
Mi voglio solo prendere il merito personalmente di avere per primo individuato in quel luogo la possibilità di presidiarlo in maniera silenziosa e civile, andando a correre o a fare attività fisica. La prima volta che ci andai eravamo in due , io e un piccolo bastardino che mi fece compagnia per tutto il tragitto.
Da allora iniziò la mia campagna di sensibilizzazione. In tanti convincemmo l’amministrazione comunale appena insediata, ad accendere le luci anche la sera , al fine di evitare che quella zona potesse diventare centro di attività criminali.
Tra le polemiche e le risatine , riuscimmo in questa missione. Oggi la zona artigianale è un luogo che ti mette pace che ti consente di fare una passeggiata o insegnare a tuo figlio di girare le prime pedalate in bicicletta. Certo se ci fossero più controlli , si eviterebbe l’idiota di turno che spesso inizia a scorrazzare con il motorino mettendo in pericolo l’incolumità di grandi e piccini. Ma torniamo al sig. Russo. Siamo andati a trovarlo e lo abbiamo intervistato insieme a suo figlio Salvo. Vi invitiamo non solo a vedere l’intervista , ma anche a condividerla.












