Il giudice monocratico del tribunale di Gela, Miriam D’Amore, ha condannato a complessivi 22 anni e due mesi di reclusione (pena sospesa) 14 dei 17 imputati, accusati di omicidio colposo, comparsi a giudizio per rispondere dell’infortunio mortale accaduto nel 2012 all’operaio gelese di 30 anni.L’uomo era un dipendente di una impresa metalmeccanica dell’indotto del petrolchimico dell’Eni. Condannate anche le aziende per “illecito amministrativo” dovranno pagare allo Stato una multa di 600 mila euro (150 mila euro ciascuno). Tutte (tranne “Raffineria di Gela”) dovranno, con altro procedimento, risarcire i danni a fratelli, moglie e figli della vittima che si sono costituiti parte civile, difesi dagli avvocati di fiducia Salvo Macrì, Emanuele Maganuco e Joseph Donegani.












