Avete capito bene, non abbiamo sbagliato titolo. Canicattì è il primo paese in Italia dove è vietato essere persona per bene. Qui puoi appropriarti di un marciapiede, puoi vendere le tue mercanzie sopra le strisce pedonali, mettere cartelli pubblicitari dappertutto, appropriarti di spazi comuni senza dovere dare alcuna giustificazione, istallare telecamere abusive, insomma tutto quanto proibito dalla legge in un paese normale qua è consentito, se poi hai anche qualche parente nella pubblica amministrazione il punteggio sale e puoi permetterti qualche abusino in più.
Ma guai e dico guai a essere una persona per bene. Un cittadino che si sostituisce alla inefficienza e alla incapacità di chi è pagato per gestire questa città. È capitato personalmente a me. L’estate scorsa io e un gruppo di volontari autofinanziandoci, dopo innumerevoli segnalazioni di pericolo presenti sulla strada di contrada Pidocchio, dopo diversi danni e incidenti ad automobilisti e motociclisti, decidemmo di coprirci le buche da noi. Raccolti i soldi di una parte degli abitanti della zona e con la forza delle, nostre braccia pur non essendo del mestiere, abbiamo messo in sicurezza la zona, se non prima di ricevere la visita di una pattuglia dei vigili urbani mandata sulla zona a prendersi le nostre generalità, una forma subdola di intimidazione degna dello zio Totò. Per fortuna in quell’occasione anche i poveri vigili si sono complimentati per il lavoro svolto e al contempo mortificati per l’ordine da eseguire.
La storia si ripete e i “ bravi” di manzoniana memoria vengono riutilizzati come da copione.
Il sig Russo è un gentile pensionato che ha messo a disposizione il suo tempo e la sua volontà insieme alla sua famiglia per rendere fruibile una zona che qui chiamiamo “zona artigianale” uno di quei progetti che vengono realizzati solamente per spendere danaro piuttosto che realizzare qualcosa che possa realmente servire. Uno di quei luoghi frequentati o dalla Stefania Petix di Striscia la notizia o da Brumonti o da Pinuccio rispondi.
Ci siamo capiti, una cattedrale nel deserto costata circa 5 milioni di euro , dove hanno dimenticato di realizzare le entrate e pertanto più che una zona artigianale può essere utilizzata come circuito sportivo. Cosa che i canicattinesi hanno ben pensato di fare. Da giornalista mi sono occupato tantissime volte di quel luogo, ho denunciato tanti tentativi che lo avrebbero fatto diventare o una discarica di materiale inerte o un centro rom. Ma torniamo al sig. Russo. Il sig. Russo è diventato un simbolo di questa città, apprezzato da tutti i canicattinesi 8 per bene)che frequentano quella zona e che grazie a lui possono continuare a utilizzarla in sicurezza. Piccini, anziani, mamme, atleti sono grati al sig. Russo che da solo senza chiedere nulla e senza alcun aiuto e riconoscimento da parte di chi avrebbe dovuto proteggere quella zona ha realizzato un miracolo.
La generosità della gente ha fatto il resto. Chi ci ha donato qualche panchina chi la statuetta di una madonnina, chi quella di padre Gioacchino. Altri, i cartelli che invitano a mantenere il luogo pulito e rispettarlo. Le due statue sacre poste all’ interno di quella che adesso si può chiamare una aiuola in prossimità delle due panchine volevano essere un punto all’interno di quell’area dove gli anziani copiosamente presenti alla zona artigianale, per fare una passeggiata o la fisioterapia, potevano riposare e recitare un rosario o una preghiera. Se non fosse che ieri ci siamo visti arrivare una pattuglia dei vigili urbani con un auto lercia, con le gomme lisce , il parafango spaccato, insomma da sequestrare, che ci hanno voluto identificare come dei pregiudicati trovati fuori casa mentre durante i domiciliari. Gli era arrivato quest’ordine , Don Rodrigo in salsa Canicattinese aveva decretato che quelle panchine e quelle statuine “non sanno da tenere li”. E mentre da tempo gridiamo la presenza delle forze dell’ordine in quella zona per dissuadere i vandali ad operare o a girare con i motorini dentro il circuito mettendo a repentaglio la sicurezza di grandi e piccini, ci hanno mandato le forze dell’ordine, ma per identificare noi. Abbiamo registrato tutto, compresa la nostra rabbia. Questo pezzo ha solo una finalità di informare la comunità che a Canicattì è vietato essere persona per bene….. speriamo che si sarà sempre di più a non rispettare questo divieto.












