“Ringrazio per la testimonianza dell’intero paese, è la migliore Italia quella dei soccorritori che scavano tra le macerie al fine di cercare superstiti e sperare di restituire vivi i nostri concittadini. Si continua a sperare, i soccorritori non si sono mai fermate. Sei persone sotto le macerie e noi non abbandoniamo la speranza. La priorità è trovare le persone poi si penserà ad altro.” Così il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo.
Sono ancora in corso le operazioni di ricerca dei sei dispersi da parte delle squadre specialistiche dei vigili del fuoco. Al momento sono stati estratti i corpi di due donne e un uomo. Si continua a cercare “senza sosta”, spiega la prefettura di Agrigento con l’ausilio delle squadre cinofile e Usar (Urban search ad rescue) dei vigili del fuoco.
“Le prime chiamate di soccorso sono state ricevute direttamente sui cellulari personali dei carabinieri in servizio a Ravanusa che hanno immediatamente attivato la catena dei soccorsi attraverso la segnalazione al numero unico di emergenza. La situazione si presentava già in maniera catastrofica con il collasso di circa otto palazzine, quattro cadute e quattro parzialmente rimaste in piedi. Metano nell’aria con incendio che è durato parecchie ore nonostante la chiusura del gas. Abbiamo sentito alcune voci anche grazie alla localizzazione dei cellulari ma adesso il lavoro è complesso perché è sempre più difficile entrare in profondità tra le macerie. C’è un forte odore di gas e bruciato che permane nell’aria e che rende difficoltose le operazioni. Abbiamo ricevuto rinforzi da tutta la Sicilia e abbiamo attivato un servizio che permarrà fino a cessata esigenza. Rimarremo sul posto e non abbandoneremo la popolazione.” Così il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento.












