CVA Canicattì conclude il 2022 nel segno della ripresa dei consumi e della crescita complessiva su tutti i principali mercati, collezionando nuovi riconoscimenti internazionali e partnership sul territorio, che validano il lavoro passato e preparano la strada per un 2023 denso di opportunità.

CVA Canicattì si affaccia al Vinitaly 2023 con tutte le carte in regola per definirsi un’affermata realtà della filiera vitivinicola siciliana, in grado di guardare al futuro e forte, al tempo stesso, di un bagaglio pregresso di un certo peso. La storica cooperativa raccoglie circa trecento produttori sparsi lungo il territorio di una decina di comuni dell’agrigentino e vanta, ad oggi, oltre cinquant’anni di attività, di cui diciotto sotto la direzione del Presidente Giovanni Greco e del consulente enologo Tonino Guzzo, due tra i più lungimiranti attori della nuova ondata vitivinicola siciliana.


La filosofia produttiva espressa da CVA Canicattì dai primi anni duemila ad oggi, orientata alla ricerca della massima qualità, alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e alla messa in mercato delle bottiglie al giusto prezzo, ha dato i suoi frutti anche nel corso del 2022. Premiato uno dei vini di punta della cantina, in questo caso il Fileno, Grillo in purezza, che ha ricevuto dal Concours Mondial de Bruxelles il riconoscimento come miglior vino bianco italiano in assoluto. Si tratta della terza volta che CVA Canicattì ottiene un riconoscimento internazionale di questo livello, come ad esempio, nell’edizione 2016 dello stesso prestigioso concorso, quando l’Aquilae Grillo biologico era stato premiato con la Gran Medaglia D’Oro quale vino bianco rivelazione della categoria green. Un’ennesima conferma, dunque, della bontà dello stile produttivo di Tonino Guzzo e dell’enologa interna Giuditta Raccuglia, basato sull’affinamento delle caratteristiche identitarie dei vitigni autoctoni siciliani: una politica ribadita più volte da Giovanni Greco. “La collaborazione – spiega il Presidente – è la chiave per una cantina che attinge uve da trecento soci viticoltori: il lavoro di squadra, la condivisione di un regolamento e di un progetto produttivo scientificamente validi, sono basilari per ottenere un vino di qualità e dal buono rapporto qualità-prezzo. Questo va di pari passo alla sostenibilità, così che azienda, società e territorio convivano in una simbiosi virtuosa basata sul benessere”.

CVA Canicattì è un’azienda ben radicata nel territorio e costituisce un valore concreto per tutto l’agrigentino, anche e soprattutto economico. In questo senso anche nel 2022, al fine di promuovere quel modello di buona economia che è alla base dell’identità di CVA Canicattì, prosegue la collaborazione, già precedentemente avviata, con la Valle dei Templi del progetto Diodoros, un’iniziativa di promozione della produzione enogastronomica di questo areale, in convenzione col Parco Archeologico, proprio in virtù dell’importanza valoriale del vino come prodotto storico ed identitario.

Il passaggio dall’anno passato al 2023 avviene nel segno ottimismo per CVA Canicattì, ma anche nella consapevolezza che ogni risultato ha richiesto e richiederà ancora molto impegno e duro lavoro. Il 2022 è stato un anno di ripresa, sia sul mercato nostrano che nell’altra ventina di paesi in cui opera la cooperativa. I dati si aggirano sul milione di bottiglie, vendute esclusivamente nel settore Ho.re.ca. Riassorbiti gli effetti negativi della pandemia, è giunto il momento di proiettarsi in un 2023 carico di nuove opportunità e nuove sfide: con il balzo degli USA a primo mercato estero di CVA Canicattì, accanto alle conferme in Europa, con Germania, Svizzera, Francia e Gran Bretagna, ci si può confrontare con una crescita sistematica anche in Asia, a partire dalla Cina. È stata dunque premiata dagli eventi la prassi aziendale di monitorare i canali distributivi e indirizzare le vendite nel canale Ho.re.ca., nel contesto di una ristorazione che oggi vede il marchio CVA Canicattì sempre più presente nelle carte dei vini, con riordini periodici che testimoniano una fidelizzazione con un consumatore finale dal profilo più specializzato e smaliziato.

A garantire la fortuna e la buona reputazione dell’azienda in questo settore, resta sempre l’ecletticità e riconoscibilità dei vini, adattabili a moltissimi accostamenti enogastronomici. “I vini CVA Canicattì – commenta il presidente Greco – riescono ad esprimere i caratteri autentici del territorio e del vitigno di provenienza, a raggiungere uno standard d’eccellenza qualitativa e di riconoscibilità, proprio perché abbiamo investito su quei varietali autoctoni e, per così dire, “antichi” della Sicilia, mantenendo però lo sguardo al futuro, all’innovazione enologica”. L’azienda, reduce da Parigi, col Wine Paris, dal ProWein di Dusseldorf e dalle fiere nostrane di Slow Wine e Sana, si prepara dunque alla fiera scaligera, dove presenterà le nuove annate di tutte le etichette del proprio roster.

CVA Canicattì è presente al Padiglione 2 Sicilia – Corridoio 32D