Grandi nomi internazionali e attenzione alle realtà locali; protagonisti del palcoscenico e del jazz, proiezioni d’autore, presentazione di libri. L’estate alla Valle dei Templi anche quest’anno “minaccia” numeri da capogiro, in quello che è sempre più sì un sito archeologico unico al mondo ma anche un hub culturale che riversa sul territorio e fa tesoro della sua potenzialità attrattiva. Insomma la Valle dei Templi non è un’eccellenza solitaria, ma offre alla città uno spazio aperto alla cultura, sicuro, mai scontato, dove si ha sempre l’impressione di passeggiare nella Storia.
La Valle dei Templi, in alcune giornate, sarà aperta quasi h24, il Parco si fermerà soltanto qualche ora della notte (nei giorni feriali apertura fino alle 22 e nei weekend e festivi fino a mezzanotte, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura), visto che il cartellone accoglie spettacoli in notturna, itinerari guidati alla luce della luna, suoni sperimentali sotto i templi, visto che ritornano gli attesissimi Festivalle (il boutique festival di musica e arti digitali che dal 4 al 6 agosto, porta al Tempio di Giunone o alla Concordia, nomi internazionali come gli headliners Lady Blackbird e Seun Kuti & Egypt 80); e, l’8 e 9 agosto, l’Ellenic Fest, la vetrina indipendente di rock ed elettronica che ospiterà Editors, Planet Funk, Vitalic, Fujiya & Miyagi, Rival Consoles, Frase, The Whistling Heads e il Dj resident Fabio Nirta.Poche ore prima dell’alba, si entrerà di nuovo nella Valle addormentata per aspettare il sorgere del sole, quando l’aria è più fresca e i templi assumono colori affascinanti, visto che anche quest’anno ritornano le famose albe teatrali: sotto il Tempio della Concordia, sarà uno degli attori italiani più cari al pubblico come Stefano Santospago a interpretare l’Odissea di Omero, sulle musiche originale di Dario Arcidiacono, nell’adattamento di Francesco Nicolini da “Il mio nome è nessuno” di Valerio Massimo Manfredi (sei appuntamenti, le mattine del 12, 13, 17, 18, 19 e 20 agosto).
MUSICA. La grande passione per il jazz del direttore della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta (è lui stesso un musicista) si riversa tutta nell’Arcosoli jazz festival che da qualche anno porta all’ombra dei Templi, alcuni tra i migliori artisti internazionali. Il primo appuntamento (sabato 29 luglio) sarà con il grande trombettista eritreo (ma naturalizzato americano) Harmon Mehari per un concerto basato su original e qualche standard, ma soprattutto sul suo terzo album da solista, Asmara, in cui sposa jazz e folklore locale in un tributo nostalgico alla sua terra natale. Il 3 agosto sarà la volta del quartetto di Gianni Cazzola, che con i suoi 85 anni portati ancora con brio è ancora uno dei più prolifici e apprezzati batteristi della scena jazz. La stessa sera, una seconda session, stavolta del Telamon Quintet, ensemble afro jazz guidato dal batterista agrigentino Mauro Patti. Sabato 12 agosto l’Arcosoli festival si chiude con lo Stefano Sabatini trio: uno dei migliori pianisti Italiani, dallo stile moderno ma intriso della migliore tradizione jazzistica, propone col suo trio, brani originali e qualche standard o “canzone” rivisitata.
Non jazz ma classica: il 30 agosto la Turkish National Youth Philharmonic Orchestra diretta da Cem Mansur, si dedicherà all’Inno alla Gioia, la Nona Sinfonia di Beethoven. E’ un grande concerto di Palermo classica con il supporto della Fondazione culturale della Turchia.












