“Apprezzo la fatica e l’audacia pastorale tua e dei collaboratori, come pure dell’intera Comunità dei fedeli che, come racconti, è fatta di persone semplici, ma felici di potersi ritrovare a condividere la bellezza della fede, nonché lo spirito della fraternità e della comunione. La vostra quotidiana testimonianza è un vero e proprio Vangelo vivente: la buona Notizia, infatti, si rivolge a quanti portano nella carne le ferite della sofferenza, delle ingiustizie e dell’emarginazione, lasciandosi toccare dalla compassione di
Dio”. Questo è un passaggio della lettera che Papa Francesco ha scritto al parroco di Lampedusa Padre Carmelo Rizzo tramite la curia vescovile di Agrigento. Si tratta di un chiaro segno che Papa Francesco ha voluto inviare al parroco e a una collettività che sin dal primo momento dalla sua elezione ha reputato importante. Non bisogna dimenticare, infatti, che il primo viaggio fatto da Papa Francesco è stato quello che lo ha visto proprio a Lampedusa l’8 luglio 2013.

“La sua Grazia, che solleva dalle fatiche, rinfranca gli animi dei deboli e sostiene le attività di chi, come Voi, con mitezza, promuove l’accoglienza e la solidarietà; passa particolarmente attraverso il servizio umile e costante che porti avanti insieme ai tuoi fedeli, soprattutto nei riguardi dei tanti migranti e rifugiati; guardando i loro volti saprete apprendere l’arte evangelica della misericordia”, continua Papa Francesco confermando il suo grande attaccamento alla comunità lampedusana.

“Porto nella preghiera tutti, esortandoVi a continuare nel cammino della fede e nell’edificazione del Suo Regno di giustizia, di fraternità e di pace. Mentre Vi affido alla protezione materna della Vergine Maria e di San Gerlando, invio la mia Benedizione, chiedendo per favore, di pregare per me”, ha concluso il papa.