Un viaggio dalla Francia ad Agrigento con 79 chili di hashish nascosti nel bagagliaio. Il metodo utilizzato è un classico: una “staffetta” di automobili per evitare eventuali controlli delle forze dell’ordine. Rocambolesca operazione antidroga della Guardia di Finanza di Agrigento che, nella giornata di sabato, ha arrestato una coppia di francesi. Entrambi, originari di Marsiglia, sono stati bloccati sul ponticello di Maddalusa, a due passi da San Leone. Un terzo soggetto, alla guida dell’auto “civetta”, è invece riuscito a scappare e dileguarsi tra le campagne. Il blitz è scattato sabato in pieno giorno.

I finanzieri avevano già adocchiato le due auto con uno specifico servizio di appostamento effettuato nella stazione di servizio di Sacchitello, a Enna. Un primo veicolo – con a bordo un marocchino – è stato fermato lungo la strada statale 640 in direzione di Agrigento. L’uomo alla guida, sebbene apparso in un primo momento collaborativo, è riuscito a scappare tra le campagne. All’interno dell’abitacolo non c’era droga ma documenti e un cellulare. La seconda automobile, una Audi RS5, è stata fermata a Maddalusa. Le fiamme gialle hanno effettuato una perquisizione che dava esito positivo: nel bagagliaio del veicolo vi erano tre borsoni all’interno dei quali sono stati rinvenuti 79 panetti di hashish da un chilo ciascuno. Il quarantenne, poco prima di essere arrestato, ha lanciato il cellulare in fondo al fiume per evitare ulteriori accertamenti. E il perchè di questo comportamento è emerso durante l’udienza di convalida davanti il gip Giuseppe Miceli.

L’indagato, difeso dall’avvocato Gianfranco Pilato, si è categoricamente rifiutato di riferire l’identità dei soggetti che gli avrebbero commissionato il trasporto di un così ingente quantitativo di droga. “Ho paura di ritorsioni” avrebbe confidato al giudice. Lo stesso ha poi detto di non sapere a chi dovesse consegnare l’hashish. Il gip ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti della coppia la misura cautelare della custodia in carcere. Per il gip, infatti, “Ben Oliel risulta chiaramente quantomeno collegato ad una organizzazione criminale verosimilmente transnazionale di elevata pericolosità”.