Mercoledì 12 marzo si é tenuta in Lussemburgo, presso la Corte di Giustizia Europea, l’udienza sulla questione del riconoscimento degli anni di servizio svolti nelle scuole paritarie. Il caso interessa circa 300.000 insegnanti, pari al 30% del corpo docente italiano, che attualmente non vedono conteggiato questo periodo ai fini degli scatti stipendiali e della ricostruzione di carriera una volta assunti a tempo indeterminato nelle scuole statali.
Tantissimi i docenti che proprio a Canicattì hanno iniziato la loro carriera nelle scuole paritarie per poi transitare alle dipendenze dello Stato (Ministero dell’Istruzione). Tra i legali dell’Anief (associazione sindacale professionale) c’è anche l’avvocato NARESE Giovanni Rinaldi che da anni lavora e vive a Bella. La causa è di assoluta rilevanza anche per le conseguenze economiche: l’impatto stimato di un riconoscimento generalizzato è di circa 2,5 miliardi di euro.
La genesi (come rende noto il sito orizzontescuola.it dove è possibile avere maggiori informazioni sulla questione e sui futuri sviluppi) della questione parte da Padova. Il Tribunale di Padova, infatti, ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia Europea lo scorso 14 agosto. Il giudice ha chiesto di verificare se l’attuale normativa italiana violasse il principio di non discriminazioone tra lavoratori dello stesso settore. Fino ad oggi, sia la Corte di Cassazione che la Corte Costituzionale, avevano negato il riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie per la progressione di carriera, la mobilità e le graduatorie interne d’istituto.
«Il punto centrale è che la normativa italiana non riconosce questi anni di servizio, nonostante le scuole paritarie facciano parte del sistema pubblico di istruzione. È un po’quello che accadde per la carta docente, un altro caso in cui la giustizia italiana aveva inizialmente escluso i docenti precari, ma poi la Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto il loro diritto a riceverla».
Il governo italiano si è opposto alla richiesta, sostenendo che il servizio nelle scuole paritarie sia stato svolto alle dipendenze d
avvocati dell’Anief, però, hanno ribattuto che «la valutazio-ne deve essere fatta al momento della ricostruzione della carriera, quando entrambi i lavoratori sono dipendenti del Ministero».
Un altro argomento avanzato dal governo riguarda il sistema di reclutamento: secondo l’esecutivo, i docenti delle scuole statali sono assunti tramite concorso, mentre quelli delle paritarie no. «Ma questo –sottolineano i legali dell’Anief –non è vero: la maggior parte degli insegnanti statali viene assunta tramite scorrimento di graduatorie e per titoli di servizio, senza concorso» .
Se la Corte dovesse pronunciarsi a favore degli insegnanti – la sentenza è prevista nel mese di settembre – i tribunali italiani dovrebbero adeguarsi e riconoscere il servizio nelle paritarie. Tuttavia, questo non avverrebbe in automatico. «Il riconoscimento – spiegano gli avvocati – riguarderà solo i docenti che agiranno in giudizio per rivendicare il diritto.
L’impatto economico complessivo stimato di un riconoscimento generalizzato è di circa 2,5 miliardi di euro!!
Intanto proprio l’avvocato Nicola Zampieri (Veneto) insieme al collega Avv. Giovanni Rinaldi (originario di Naro) apriranno, nelle prossime settimane, proprio a Canicattì una sede dello studio legale in un palazzo storico che l’avvocato Nicola Zampieri (Veneto) ha acquistato e sta ristrutturando.