I giudici della quarta sezione del tribunale di Palermo, presidente Sergio Gulotta, hanno condannato sette persone e ne hanno assolto sei per l’inchiesta sul cimitero degli orrori a San Martino delle Scale. Gli imputati erano accusati a vario titolo di truffa, falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere.

Secondo le indagini dei carabinieri, gli indagati avrebbero distrutto a colpi di pala decine di bare, profanato tombe e buttato i resti di moltissimi defunti. Il tutto semplicemente per liberare posti nel cimitero dei Benedettini – dove da almeno un paio di decenni gli spazi erano al completo – e rivenderli. Non a caso, quando a maggio del 2018 scattarono 4 arresti, i carabinieri avevano chiamato l’operazione “Cimitero degli orrori”. Adesso, a 7 anni da quel blitz è arrivata la sentenza. Una parte delle contestazioni sono state dichiarate prescritte proprio per il troppo tempo trascorso, ma i giudici hanno riconosciuto anche delle provvisionali che ammontano complessivamente a 135mila euro per i parenti di alcuni defunti che si sono costituiti parte civile nel processo.