CHE TRISTEZZA STRUMENTALIZZARE LA NOBILE FIGURA DEL GIUDICE LIVATINO
Leggiamo post, guardiamo video, ascoltiamo parole che hanno il solo fine di???
Non sappiamo quale e non vogliamo saperlo, ma la realtà è molto più semplice di tutte le nefandezze e le falsità che si vorrebbero far credere:
le scene del film “Il giudice e i suoi assassini” per la regia di Michele Placido non verranno girate nella sua Casa Natale di Canicattì, oggi Casa Museo, per mere esigenze logistiche: la Casa sarebbe dovuta essere snaturata e gli spazi non erano consoni, per dimensioni ed esigenze tecniche, alla realizzazione di riprese cinematografiche di così grande portata.
Pertanto la produzione ha escluso questa possibilità.
Perché le riprese non verranno realizzate a
Canicattì?
Molto semplicemente la produzione aveva scelto come location principale un circolo cittadino frequentato, nel film, da persone per bene, quali il dottor Vincenzo Livatino padre del Giudice, ma anche da gente di dubbia moralità. I responsabili del circolo, dopo aver letto il copione, non hanno dato il consenso ad effettuare le riprese all’interno dello stesso per non lederne l’immagine.
Così, venendo meno il luogo principale, la produzione ha deciso di non girare alcuna scena a Canicattì, concentrando le riprese in luoghi liberi da pregiudizi e dove ottimizzare tempi e costi.
Quello di cui ognuno di noi dovrebbe gioire e andare fiero è che un grande regista ha deciso di onorare la storia del Giudice Livatino attraverso un film che rimarrà nella storia e questo a prescindere dai luoghi in cui verrà realizzato.












