L’Unione Democratica di Centro Sicilia interviene sui recenti episodi di violenza avvenuti nel quartiere Zen – Zona Espansione Nord, invitando a distinguere tra responsabilità individuali e l’immagine complessiva del territorio.
“Comprendiamo la gravità di quanto accaduto e la necessità di rispondere con fermezza a intimidazioni e scorrerie armate, ma non condividiamo il clima di criminalizzazione di un intero quartiere”, dichiarano Decio Terrana e Salvino Caputo, rispettivamente segretario e vicesegretario regionale dell’Udc siciliano.
Secondo i dirigenti centristi, pochi sbandati, seppur pericolosi e armati, non rappresentano l’intera comunità dello Zen, composta in larga parte da cittadini onesti, famiglie che lavorano e giovani impegnati nello studio e nel sociale. Per ribadire questo principio, una delegazione dell’Udc parteciperà senza simboli di partito alla messa del 6 gennaio, come segno di vicinanza al quartiere.
“Esprimiamo solidarietà alle istituzioni religiose dello Zen e siamo vicini ai parroci che operano in prima linea” aggiungono Terrana e Caputo, sottolineando come le istituzioni comunali e regionali, insieme alle forze di polizia, debbano garantire sicurezza e ordine ai residenti.
Il problema, secondo l’Udc, non può però essere affrontato solo sul piano repressivo. “Conosciamo molte famiglie che vivono difficoltà economiche, con figli disoccupati, ma che mantengono grande dignità e rispetto reciproco”
Per questo, spiegano, allo Zen servono interventi sociali strutturali, dal potenziamento dei consultori alle scuole sempre più attrezzate, fino a spazi per il tempo libero pomeridiano e al superamento del degrado ambientale che interessa l’intero quartiere. “La nostra presenza – concludono – vuole essere un segnale concreto di solidarietà e allo stesso tempo un modo per sollecitare interventi reali e duraturi a favore di tutto il comprensorio”.

















