“Mi sento preso in giro dalle sue risposte odierne. Non ha risposto alle nostre domande e questo alimenta ulteriori dubbi, il dissalatore è nato in emergenza, ma resta qui nonostante i pareri negativi dal punto di vista urbanistico, violando le norme urbanistiche e nei prossimi giorni lo farò sequestrare dai Vigili Urbani!” Queste le parole del sindaco di Porto Empedocle, Calogero Martello a margine del consiglio comunale straordinario sul dissalatore rispondendo al rappresentante della struttura commissariale per l’emergenza idrica.

In aula erano presenti gli esponenti del Comitato MareNostrum, coloro i quali hanno invocato il consiglio comunale straordinario, che chiedono che il dissalatore costruito sulla spiaggia di Marinella venga spostato nell’area Ex Asi, e vengono effettuati tutti gli accertamenti su legalità dei poteri usati e sul rispetto di norme ambientali e urbanistiche.


“Finalmente il Sindaco di Porto Empedocle, dopo i lunghi silenzi, oggi ha dimostrato coraggio e determinazione”, si legge in una nota dell’associazione Mareamico Agrigento presente insieme ad altre associazione ambientaliste al consiglio comunale. “Speriamo che ora il Sindaco sia conseguenziale e faccia lo stesso per l’altro scempio empedoclino: le tonnellate di fanghi inquinanti, provenienti dal porto di Trapani, che sono state depositate nell’area industriale di Porto Empedocle nel maggio del 2025 e che da allora continuano ad inquinare il mare e le falde acquifere“, ha concluso Claudio Lombardo.

“Al Presidente Schifani, ancora una volta, chiediamo la serietà che è mancata, quando si è promesso di affrontare e risolvere i gravi problemi idrici della Sicilia e in particolare della provincia di Agrigento, affrontando i temi più rilevanti, a iniziare dalla manutenzione degli invasi e delle reti. Al gestore idrico AICA e alla sua nuova presidente analogamente, chiediamo di sapere il reale stato di avanzamento dei lavori per il rifacimento delle reti idriche, per il monitoraggio e la riduzione delle perdite, per la misura dei consumi. Dopo i finanziamenti, per decine di milioni di euro, persi ad inizio gestione, non vorremmo ritrovarci ancora nella situazione attuale, con debiti milionari, reti idriche colabrodo e utenti del servizio sempre in crisi”, scrive in una nota Italia Viva.