Scatta dalla mezzanotte di stasera il fermo indetto dal Comitato Trasportatori Siciliani; durerà cinque giorni e interesserà le attività di tutti i porti commerciali siciliani in cui verranno congelate tutte le attività di carico/scarico dei semirimorchi dalle navi. Il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale ha aderito al fermo; non ci saranno né blocchi né presidi stradali. Il nostro obiettivo è quello di non rifornire le GDO almeno fino a che non avremo impegni scritti dal governo nazionale a seguito di un incontro. Ricordiamo i punti per i quali chiediamo interventi:
– sul Sea Modal Shift non sono chiari i criteri di pagamento e i calcoli;
– la tassa ETS continua ad essere pagata agli armatori che la versano al Ministero dell’ambiente e non si conosce il loro utilizzo, atteso che la nostra richiesta è che siano girati al MIT per incrementare i fondi destinati al SMS;
– la misura Sea Modal Shift vedrà il suo ultimo anno di applicazione nel 2027 e non si conoscono le intenzioni del Governo sulla possibilità di chiedere una proroga alla Commissione europea o se sia in corso una interlocuzione per rendere strutturale tale misura;
– da fonti giornalistiche si è venuti a conoscenza dell’ETS2 dal 2028, con conseguenze sui bilanci delle aziende di autotrasporto, ma nessuna istituzione pubblica ne parla;
– i gravi disordini di natura bellica hanno fatto lievitare il costo del carburante, e di conseguenza, il costo dei traghettamenti. Nonostante il Governo sia intervenuto su questi aumenti con il D.L. 33/2026, nulla è stato fatto sul costo degli imbarchi, lievitati di cifre importanti sempre a causa del caro-gasolio.
Ad oggi solo il prefetto di Catania si è concretamente attivato per farci avere un incontro con il Mit dopo averci convocato sabato scorso per comprendere i motivi del fermo. Nè il Presidente della Regione Siciliana Schifani, nè l’assessore ai Trasporti Aricó si sono attivati nemmeno per incontrarci e per capire per capire i motivi della protesta.

















