Come dimostrato da una recente ricerca sulla previdenza sostenibile condotta da Sella SGR, società di gestione del risparmio del gruppo Sella, il rapporto degli italiani con la previdenza integrativa è piuttosto anomalo. Molti vogliono saperne di più sulla loro pensione, ma pochi si sono attivati per stipulare un fondo pensione. La ricerca ha preso in considerazione un campione molto ampio della popolazione: 2.000 italiani tra i 25 e i 65 anni, equamente suddivisi per genere, area geografica e condizione lavorativa.

Dall’indagine è emerso che il 49% dei lavoratori preferisce mantenere il Tfr in azienda, con motivazioni piuttosto differenti. Il 32% lo ritiene più sicuro, mentre un altro 17% dice di non fidarsi molto dei fondi pensione. A questo si aggiunge una carenza di informazioni: il 18% non sa neanche di poter investire il proprio Tfr, mentre l’11% ha riferito di non avere mai avuto informazioni su soluzioni alternative. Un’altra piccola percentuale ritiene invece che lasciare il Tfr in azienda porti maggiori vantaggi fiscali.


C’è un altro dato significativo: il 51% dei lavoratori ha scelto di versare il proprio Tfr in un fondo pensione integrativo, che sia aperto o di categoria. Di questi, poco più della metà ha preso questa decisione in modo consapevole fin dall’inizio della propria carriera o alla prima occasione utile, mentre gli altri vi hanno aderito solo in una fase successiva.

In ogni caso, il tema pensionistico continua a essere molto sentito. L’88% degli intervistati ha riconosciuto l’importanza di pianificare il proprio futuro previdenziale, spinto anche da una grande attenzione (83%) verso l’evoluzione del sistema pubblico. Nonostante questo forte interesse, il 43% ha dichiarato di non aver fatto ancora nulla per affrontare la questione della pensione pubblica. Un altro 40%, invece, non ha intrapreso alcuna azione per integrare la pensione pubblica.

Ancora una volta emerge una scarsa informazione sul tema, in quanto il 72% non sa esattamente quale sarà l’importo della futura pensione pubblica, non avendo fatto alcun tipo di verifica recente. Solo il 9% degli intervistati invece sa con chiarezza quanto prenderà di pensione.

Tra le persone che si sono attivate, un quarto ha dichiarato di aver optato per forme previdenziali integrative, mentre solo il 17% ha scelto forme di accumulo degli investimenti, diverse da quelle previdenziali. Poco diffuse altre soluzioni come il riscatto della laurea o del servizio militare. Per quanto riguarda le forme previdenziali, il 52% ha scelto un fondo pensione chiuso, il 44% un fondo pensione aperto e i restanti si sono invece affidati ai PIP (Piani Individuali Pensionistici) o alle polizze vita.

Come evidenziato dalla ricerca c’è un forte interesse degli italiani verso la pensione, ma poca informazione. Per avere un quadro più ampio è quindi consigliabile rivolgersi ad esperti del settore, come i professionisti di Onlinesim, che forniscono una consulenza affidabile sulle varie forme di fondo pensione integrativo, illustrando i vantaggi fiscali e i costi e aiutando a scegliere la soluzione più flessibile e personalizzata secondo le proprie esigenze.