Di Valentina Garlandi
“Si registra il fallimento e lo svilimento del ruolo del consiglio comunale e del consigliere comunale”. Così il presidente dell’assemblea cittadina di Canicattì, Domenico Licata, a pochi minuti dalla fine della seduta straordinaria e aperta che si è tenuta, ieri sera, a Canicattì, sull’emergenza idrica.

Dopo un primo rinvio per mancanza del numero legale, la riunione è ripresa in seconda convocazione. Assente l’amministrazione comunale. Assenza stigmatizzata dai consiglieri comunali. Assente la comunità locale, giustificata perché ormai “svilita e stanca” di questa situazione.


Dagli interventi dei consiglieri è emerso, ancora una volta “il problema di non dialogo con l’amministrazione”.

Presente in aula la parlamentale del M5S Ida Carmina, alla quale il presidente Licata ha chiesto di farsi portavoce della città di Canicattì in Parlamento.

“Me ne sono occupata da tempo, avevo pronta un’interrogazione ma qui la situazione cambia continuamente – ha dichiarato Carmina – sono venuta qui per ascoltare in prima persona. Voglio vedere di fare un’interpellanza urgente – ha annunciato – perchè così il governo deve rispondere con urgenza. Ritengo che la città dovrebbe alzare la testa, reagire ed essere tutti compatti, consiglieri, amministrazione, città e prefettura”.

Prima di sciogliere la seduta, Domenico Licata ha invitato tutti a fare rete per cercare di risollevare le sorti di Canicattì, a circa un anno dalla fine di questa legislatura. “In questo consiglio comunale al quale si registra l’assenza dell’amministrazione, della deputazione, della città, stanca, svilita, mortificata, da scelte politiche che allontano la gente dalla politica, dovremmo camminare tutti insieme, fare rete, con le associazioni del territorio, i movimenti civici, le forze sane di questo consiglio comunale, le forze politiche sane di questa città – ha sottolineato – dobbiamo reagire, porci in prima fila, facendo squadra, con i parlamentari del territorio che ci vogliono stare vicini, che vogliono dare risposte, sostituiamoci a chi non vuole dare risposte a queste città, abbiamo il diritto e l’obbligo morale di dare risposte e difendere questo territorio con le armi che la legge ci dà. L’unica cosa che possiamo fare – ha concluso il presidente – è questa”