“Aica non riesce a garantire acqua tramite le autobotti a tutte le utenze che giornalmente ne fanno richiesta”. La denuncia arriva dal sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo che ha investito della questione il Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, Ati, Aica e Protezione civile regionale. “A fronte di circa 160- 180 richieste di rifornimento idrico giunte all’azienda- scrive Corbo – al massimo ne vengono effettuate una quindicina al giorno. La conseguenza è quella che l’acqua inizia a scarseggiare in abitazioni con all’interno soggetti fragili, scuole, laboratori di analisi, studi medici, attività commerciali, uffici pubblici. Il perdurare di questa situazione- aggiunge il sindaco di Canicattì- porterà inevitabilmente alla chiusura di molte attività con un grave danno economico per la città ma anche problemi sul fronte igienico-sanitario. Ci sono zone come quella di Borgalino- continua il sindaco- che a causa di guasti alla condotta non ricevono acqua da tre mesi e le autobotti di Aica non riescono ad arrivare a causa della conformità territoriale del centro storico. Per tale motivo il sindaco di Canicattì ha chiesto l’immediato invio sul territorio di un numero adeguato di autobotti da parte dell’azienda e un piano straordinario di copertura del servizio con indicazione dei tempi e delle modalità per evadere tutte quelle richieste che al momento non sono state smaltite dal gestore. Già nei giorni scorsi il sindaco di Canicattì aveva paventato che con il mancato rinnovo della convenzione agli autobottisti in città si sarebbero potuti registrare disservizi di questo genere che rischiano di trasformarsi in problemi di ordine pubblico.











