Il Sindaco Vincenzo Corbo ha emesso l’ordinanza n. 68 con la quale è stato attivato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile in modalità ridotta per le funzioni di supporto e il coordinamento relativamente alla crisi di approvvigionamento idrico in Città. Con decorrenza immediata, è vietato l’uso dell’acqua proveniente dal pubblico acquedotto per scopi diversi da: Uso domestico – Igiene personale (Stop a irrigazione, lavaggio auto o altri usi non essenziali). A causa del blocco delle autobotti private e delle criticità della rete, il Comune ha attivato la fase di PREALLARME della Protezione Civile, istituito il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) per coordinare i soccorsi, autorizzato l’intervento di autobotti della Protezione Civile per i bisogni primari.
Per le utenze in difficoltà, è possibile richiedere il servizio di rifornimento gestito da A.I.C.A. al numero: 0922 441539 Si comunica che la Polizia Municipale e le Forze dell’Ordine effettueranno controlli rigorosi per sanzionare prelievi abusivi e sprechi.

Con un’ordinanza urgente, il sindaco Vincenzo Corbo ha disposto l’attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) e ha chiesto ad AICA e all’ATI Agrigento la trasmissione immediata dell’elenco completo delle cosiddette “utenze sensibili”, indispensabile per organizzare un piano straordinario di approvvigionamento idrico d’emergenza.


La richiesta, inviata tramite PEC nella giornata dell’11 maggio 2026, nasce dai “gravissimi disservizi” registrati nelle ultime ore nell’erogazione dell’acqua potabile. Il Comune sottolinea la necessità di garantire continuità idrica alle fasce più fragili della popolazione e alle strutture pubbliche essenziali.

Nel documento Corbo richiama gli obblighi del gestore idrico, evidenziando come AICA debba assicurare “il quantitativo minimo vitale” e mantenere la massima collaborazione con gli enti locali soprattutto in situazioni di emergenza sanitaria e di possibile turbativa dell’ordine pubblico.

Il Comune ha chiesto che l’elenco venga trasmesso entro 12 ore e che comprenda: presidi sanitari e assistenziali, tra cui RSA, centri dialisi, cliniche e strutture riabilitative; cittadini fragili assistiti a domicilio o affetti da patologie che richiedono uso costante di acqua; scuole di ogni ordine e grado; strutture pubbliche essenziali come caserme, uffici giudiziari e altri servizi strategici.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è predisporre rapidamente eventuali interventi di rifornimento alternativo, anche attraverso autobotti e misure straordinarie coordinate dalla Protezione Civile.

Situazione sempre più critica sul fronte dell’approvvigionamento idrico nell’Agrigentino. I sindaci di Canicattì e Ravanusa hanno inviato una richiesta urgente di incontro ai vertici di AICA e ATI Agrigento, denunciando “gravissimi disservizi” che stanno provocando conseguenze sul piano igienico-sanitario e dell’ordine pubblico.

La nota ufficiale, firmata dai sindaci Vincenzo Corbo e Salvatore Pitrola, è stata trasmessa anche al Prefetto di Agrigento. Nel documento chiedono che il confronto venga convocato “entro e non oltre le prossime 24 ore”, evidenziando una situazione definita di “gravità eccezionale”.

Secondo quanto riportato nella comunicazione, nei due comuni si stanno moltiplicando le segnalazioni da parte dei cittadini per la mancanza d’acqua e per le difficoltà legate alla distribuzione idrica. A Canicattì l’amministrazione comunale è già intervenuta con l’ordinanza n. 68, attivando la fase di preallarme della Protezione Civile, l’istituzione del Centro Operativo Comunale e il divieto di utilizzo dell’acqua del pubblico acquedotto per scopi non essenziali.

Corbo e Pitrola sottolineano inoltre come la crisi fosse “ampiamente prevedibile” e già segnalata in precedenza agli enti competenti. Nella nota si parla apertamente di possibili violazioni degli obblighi previsti dallo Statuto AICA in relazione al servizio idrico.

“In assenza di un riscontro immediato e di misure concrete nelle prossime ore – scrivono i due amministratori – saremo costretti ad attivare ogni strumento istituzionale e giuridico a tutela della salute pubblica e dei diritti dei cittadini”.