Palermo torna a respirare un clima pesante. In meno di 24 ore sono stati registrati due omicidi in città, episodi che hanno riacceso le preoccupazioni negli ambienti investigativi e tra i cittadini.
Il caso più grave è avvenuto al CEP, dove Placido Barrile, 34 anni, è stato ucciso con un’esecuzione di stampo mafioso: cinque colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata, alcuni al volto, mentre si trovava all’interno della sua Smart in viale Michelangelo. Le modalità dell’agguato — rapidità, freddezza e messaggio intimidatorio — fanno pensare a un regolamento di conti legato al controllo del territorio e allo spaccio di droga.
Pochi ore prima, nella notte tra l’8 e il 9 maggio, un altro delitto aveva scosso il quartiere Villaggio Santa Rosalia: Pietro De Luca, 69 anni, è stato ucciso nella sua abitazione. Un sedicenne si è presentato spontaneamente in Questura confessando il delitto.
A preoccupare ulteriormente gli investigatori è il contesto più ampio: nelle scorse settimane a Palermo sono tornate a comparire armi da guerra, tra cui Kalashnikov utilizzati in sparatorie intimidatorie (come quella registrata a Sferracavallo). Un segnale che indica la presenza di gruppi criminali giovani, più violenti e meno legati alle vecchie regole di Cosa Nostra, impegnati nella spartizione delle piazze di spaccio.
Negli ultimi anni la mafia tradizionale aveva abbassato il profilo, ma le periferie (CEP, Zen, Borgo Nuovo e altre zone) sono tornate a essere teatro di uno scontro sotterraneo per il controllo del territorio e degli affari illeciti legati alla droga, che continuano a muovere centinaia di migliaia di euro al mese.
Cresce la preoccupazione tra i residenti, con appelli sui social per un intervento più deciso delle forze dell’ordine. Gli investigatori lavorano a 360 gradi, coordinati dalla Procura, per capire se si tratti di episodi isolati o dell’inizio di una nuova stagione di tensione criminale.
Palermo, ancora una volta, si interroga sulla propria sicurezza e sulla capacità di non tornare agli anni più bui della sua cronaca nera.