Nel caldo pomeriggio di venerdì 31 luglio si è tenuto, in seduta straordinaria, il consiglio comunale di Naro, in un’aula quasi deserta, per trattare questioni richieste dall’Amministrazione Dalacchi all’ordine di giorno.
Quanto accaduto nelle fasi preparatoria e deliberativa del consiglio comunale, merita di essere descritto, distintamente, attraverso una trilogia di comunicati stampa, per la valenza politica del loro contenuto e per la ricchezza di informazioni meritevoli di essere separatamente attenzionati.
Il primo, quello odierno, riguarda la fase di formazione dell’ordine del giorno del Consiglio comunale. Al riguardo l’amministrazione Dalacchi ha fatto scelte precise: tassare i cittadini, approvando gli adempimenti relativi alla TARI 2026, e omettere di inserire all’ordine del giorno del consiglio comunale la declaratoria dello stato di calamità naturale nel settore agricolo, a seguito dell’eccezionale ondata di calore del decorso mese di luglio, proposta dal Gruppo consiliare “Uniti per Naro”.
L’iniziativa dell’opposizione era finalizzata ad approvare l’atto di indirizzo che impegnava il Sindaco Dalacchi a sollecitare il Governo regionale ad adottare la declaratoria dello stato di calamità naturale nel settore agricolo nel territorio del comune di Naro, a seguito dell’evento meteoclimatico avverso. Detto adempimento avrebbe consentito di avviare la ricognizione dei danni subiti dal comparto agricolo, al fine di accelerare l’assegnazione dei contributi per il ristoro dei danni.
Si trattava, quindi, di una proposta di rilevante interesse generale per la Comunità che andava in favore delle imprese agricole, in particolare dei settori vitivinicolo e ortofrutticolo, che sono quelli che hanno subito maggiori danni a causa del deterioramento del prodotto, mettendo così in crisi la tenuta economica delle stesse aziende, con difficoltà financo a proseguire l’attività agricola nei prossimi anni a seguito del forte stress che hanno subito le piantagioni.
Un argomento, quindi, di estrema e fondamentale importanza per i cittadini di Naro. L’Amministrazione Dalacchi, invece, ha preferito inserire all’odg del Consiglio Comunale, oltre l’approvazione della TARI e la relazione sul programma elettorale, altre tematiche di minore rilevanza (riconoscimento di debiti fuori bilancio e approvazione di un regolamento), tralasciando le proposte delle opposizioni, noncurante degli interessi del territorio. Scelta, evidentemente, scellerata, effettuata con il solo ed unico scopo di ostacolare l’iniziativa dell’opposizione. Per la trattazione della tematica da parte del Consiglio comunale sarebbero bastati soltanto pochi minuti.
Un’Amministrazione, quindi, sorda e insensibile alla problematica della nostra Comunità agricola. Lo dimostra, in primis, il fatto che, a distanza di oltre un anno, dalla costituzione della nuova Giunta municipale, non è stata affidata ancora la delega per l’agricoltura. Le attribuzioni in materia sono rimaste in capo al Sindaco il quale accumula soltanto ritardi e inadempienze in un settore essenziale per la Comunità del territorio. Molto probabile detta condotta è da ascrivere alla concezione diffusa tra le fila della stessa maggioranza che concepisce Naro non un Paese a vocazione agricola, ma a vocazione industriale e tecnologica: la nuova “Silicon Walley” d’Italia.
Inoltre, perché, a distanza di oltre un anno dall’approvazione dell’atto di indirizzo, approvato quasi all’unanimità dal Consiglio comunale, il Sindaco non ha ancora costituito il Comitato interistituzionale pro lago San Giovanni e Lago Furore, formato dai sindaci dell’interland, quale organismo di ascolto delle istanze provenienti dalle imprese agricole e di interlocuzione con il Governo regionale per la risoluzione delle problematiche del settore.
Infatti, le criticità insorte recentemente dell’impossibilità di irrigare i terreni agricoli (malfunzionamento della pompa di sollevamento del lago San Giovanni), balzate alla ribalta della cronica giornalistica, mette in evidenza l’inerzia del Sindaco Dalacchi.
Si sollecita, pertanto, il primo cittadino, in qualità anche di detentore della delega per l’agricoltura, ad istituire, superando questo stato di inadempimento e dando attuazione all’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale oltre un anno fa, nella seduta del 15 luglio 2025, detto Comitato interistituzionale, in modo da affrontare prontamente ed efficacemente le istanze provenienti dal settore agricolo.
Un’occasione persa per il primo cittadino di Naro per dimostrare l’interesse nei confronti delle nostre imprese agricole che erano state sollecitate financo a scendere in piazza a protestare, nel silenzio assordante delle istituzioni tra le quali figura al primo posto l’afono Sindaco di Naro.