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In casa spagnola c’era così tanta abbondanza di talento naturale, sinfonia corale e intelligenza calcistica che Hiddink ha esagerato con l’arte della tattica chiudendosi in un cerchio, infiammandolo e costringendo il Barcellona a girarci intorno. Sarebbe servito sfidare le fiamme per cercare la via del gol. La partita tanto attesa, una finale anticipata, è stata una delusione. Per le emozioni, rare, e per le palle gol, tre in tutto stringendo ai face-to-face attaccante-portiere.

Barcellona-Chelsea, semifinale d’andata, finisce 0-0. La squadra di Guardiola entra in campo imbambolata e i primi dieci minuti sono del Chelsea. Il quale non schiaccia sull’acceleratore. Poi Xavi e Iniesta prendono in mano le redini dell’incontro senza poterle scuotere. I Blues sono chiusi in un ermetico 4-5-1 (il 4-2-3-1 di partenza viene immediatamente appallottolato), con occhi più dietro che davanti. Ma in tutta la prima frazione capita poco per i blaugrana. E’ anzi Drogba ad arrivare davanti Valdes. Il quale lo rimanda al via in due tempi, stretti in una frazione di secondo.

Nella ripresa il Barcellona cresce, il Chelsea si trova spalle al muro. Eto’o fa come l’ivoriano del Chelsea e colpisce il piede di Cech. Hleb, appena entrato, lo imita. Poi c’è Krkic che di testa fallisce una buona occasione di testa spedendo alto dall’interno dell’area piccola su assist di Dani Alves. Vi abbiamo condensato in poche parole il secondo tempo. Fatto di molte interruzioni e di un ritmo riflessivo. Tutto rimandato a Stamford Bridge. Dove vedremo quale altra architettura Hiddink inventerà per fermare Messi (annichilito questa sera di fronte a cotanta attenzione), Henry ed Eto’o. E chissà mai che tra una diagonale e l’altra spieghi ai suoi che un gol prima o poi bisognerebbe farlo. A meno che i rigori…

LE PAGELLE

Cech 7,5 Parte male, sbuffando come una scassata Simca. Finisce in trionfo, lungo un boulevard fiorito su una Lamborghini. Cinque parate, ma sono soprattutto quelle su Eto’o e Hleb a dare robustezza al giudizio. Sul camerunense è bravo a restare in piedi, deviando di piede la sua conclusione. Sul bielorusso invece opta per la soluzione piatta, aderendo al terreno meticolosamente. Bentornato!

Messi 5 Naviga a vista e ogni tanto dà un colpo di timone. Non sono strambate che possono gettare in mare i marinai Blues. Parte a destra, si sposta a sinistra, osserva anche dal centro la situazione. Ma non trova mai un pertugio nel quale infilare se stesso o un compagno. Serata negativa. Impreciso anche nelle cose più semplici, calcia in porta una volta e al volo. Coefficiente di difficoltà elevato, risultato scarso. Ma da lui ci si può attendere di tutto.

Hiddink sv Non sappiamo se esaltare la gabbia costruita per un’ora e mezza al Camp Nou o se sminuirlo per la rinuncia totale e senza appello a giocarsi la partita. Il maestro di tattica ci lascia a metà strada. Come del resto a metà strada è la sua opera.

Matteo Brega

IL TABELLINO

BARCELLONA-CHELSEA 0-0
Barcellona (4-3-3): Valdes 7; Dani Alves 6,5, Marquez 5,5 (7′ st Puyol 6), Piquè 6, Abidal 6; Xavi 6, Tourè 6,5, Iniesta 6; Messi 5, Eto’o 5,5 (37′ st Krkic 5,5), Henry 6 (42′ st Hleb 5,5). All. Guardiola (A disposizione: Jorquera, Gudjohnsen, Keita, Sylvinho)
Chelsea (4-2-3-1): Cech 7,5; Ivanovic 6, Terry 6, Alex 6, Bosingwa 6; Mikel 6, Ballack 6,5 (50′ st Anelka sv); Essien 5,5, Lampard 5 (26′ st Belletti 6), Malouda 5,5; Drogba 5,5. All. Hiddink (A disposizione: Hilario, Di Santo, Kalou, Mancienne, Stoch)
Arbitro: Stark (Ger)
Ammoniti: Alex (C), Ballack (C), Tourè (B), Puyol (B)

28 aprile 2009

a cura di Gioachino Asti

Fonte: Sportmediaset.it