Il segretario provinciale della Cgil agrigentina, Mariella Lo Bello, sul voto referendario del 21 giugno prossimo, critica il modello elettorale che sembra non appassionare gli agrigentini : “nessun comizio, dice, nessuna pubblicità televisiva, nessun raduno di partito e, ad oggi, nessun manifesto. Chi voterà ” SI “, continua, punta alla esemplificazione della politica, così come spiegano le due domande che potrebbero essere unificate. Chi voterà ” SI ” vuole assicurare al partito, a cui il corpo elettorale “assegnerà” anche un solo voto in più rispetto agli altri partiti, una maggioranza parlamentare del 55%. Questo significa che il partito vincente non avrebbe bisogno di alleanze con altri partiti perché la ottenuta maggioranza relativa gli aprirebbe le porte per avere in Parlamento una maggioranza assoluta


















