siciliana_gasA distanza di un anno dalla chiusura definitiva degli sportelli informativi dell’ex Siciliana Gas, la gente continua a reclamare per la mancanza di  un punto informativo. A seguito dell’assorbimento da parte dell’Eni S.p.a.,  da quasi un anno, gli uffici canicattinesi  non sono più operativi. Chi necessita di informazioni deve per forza recarsi nella sede di Agrigento. In questi mesi sono state numerose le proteste degli utenti che hanno evidenziato  gravissimi disservizi nella gestione dei contratti. Ad usufruire degli sportelli di via Saetta non erano solamente i cittadini di Canicattì ma moltissimi utenti dell’hinterland. Per attivare la fornitura del gas bisogna attendere sempre la conferma dalla sede di Milano che non risponde, quasi  mai, alle chiamate degli utenti. I tempi di attesa per una normale attivazione del gas si sono allungati paurosamente, c’è di conferma di aver atteso oltre sei mesi prima di vedere arrivare i tecnici installatori. Della vicenda si sta interessando l’associazione consumatori che sta valutando la possibilità di mettere tutto in mano a dei legali che,  se ci saranno gli estremi, denunceranno la nuova società per i gravi disservizi provocati. In città sono rimasti solamente gli uffici dell’Italgas  che si occupano delle procedure tecniche di istallazione dei contatori e della successiva erogazione del gas nelle case degli utenti. Intanto il Comune, da alcuni mesi, ha aperto presso i locali comunali di via Allende,  uno sportello di ricevimento al pubblico per informazioni e comunicazioni attinenti a servizi di fornitura gas metano. Lo sportello è  operativo il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18. I problemi più ricorrenti  segnalati dagli utenti riguardano la mancanza di chiarezza nei nuovi allacci. Qualcuno ha segnalato di aver fatto richiesta di una nuova utenza da 6 mesi e non avrebbe ancora ricevuto i tecnici per la verifica e l’istallazione delle tubature necessarie all’erogazione del servizio. Alcune persone infuriate, hanno chiesto  l’aiuto del sindaco, Vincenzo Corbo, chiedendogli di farsi portavoce dei disagi della gente. In effetti, è  impensabile che un Comune di 40.000 abitanti  non abbia un ufficio informativo.