Il disegno di legge presentato nei giorni scorsi in giunta – che peraltro è solo una bozza che deve ancora essere approfondita con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – non prevede né il taglio di mille dirigenti regionali, né il ricorso alle baby-pensioni”.
Lo dice l’assessore regionale alla Presidenza, Gaetano Armao, con riferimento agli articoli di stampa pubblicati oggi da alcuni quotidiani.
“Il provvedimento – precisa l’assessore Armao – prevede solo l’eliminazione di un’anomalia tutta siciliana: la terza fascia dirigenziale che non trova riscontro nelle altre pubbliche amministrazioni del nostro Paese. E’ chiaro che chi non risulterà vincitore dei posti messi a concorso non verrà declassato ma utilizzato ad esaurimento in altre funzioni dirigenziali”.
“Non mi sto inventando nulla – prosegue Armao -. Sto soltanto cercando di realizzare con dieci anni di ritardo quanto previsto dalla legge regionale numero 10 del 2000. Tutto questo senza spese aggiuntive a carico della Regione”.
“Sui prepensionamenti – sottolinea ancora l’assessore – evidenzio la confusione prospettata da Repubblica. Una confusione che spero sia solo ascrivibile a una non adeguata conoscenza giuridica tra l’istituto del prepensionamento e quello del pensionamento anticipato (baby-pensioni). La baby-pensione, è noto, si configura come una sorta di incentivazione generalizzata. La manovra che, invece, il governo sta mettendo a punto si propone di accompagnare, su base volontaria, le misure di snellimento dell’amministrazione, incentivandone l’efficienza e riducendo contemporaneamente le spese. Questo perché il dipendente che ne vorrà usufruire dovrà rinunciare a una quota della propria pensione e della propria buonuscita. Non mi pare, insomma, che tale manovra possa essere definita onerosa per la pubblica amministrazione regionale che, anzi, mettendola in atto, risparmierà”.
“Mistificante, inoltre – prosegue sempre Armao – è il voler paragonare il nostro progetto di prepensionamento con leggi che non prevedono alcuna riduzione dell’importo di pensione e di buonuscita. Tra l’altro, il nostro progetto prevede un esborso triennale delle quote di buonuscita. Questo, sotto il profilo finanziario, rende sostenibile la manovra a carico del bilancio regionale”.
“Un dato che ci deve fare riflettere – dice sempre l’assessore – è che negli uffici della Regione ci sono solo undici dirigenti in età compresa tra 35 e 40 anni. Cosa, questa, che deve spronare parlamento, governo e parti sociali ad approvare insieme la riforma della pubblica amministrazione”.
“Infine – conclude l’assessore Armao – vorrei tranquillizzare tutti i dipendenti della Regione sottolineando che nessuno di loro perderà il posto di lavoro. Chi opterà per il prepensionamento o deciderà di prestare servizio presso gli enti locali lo farà solo su base volontaria. L’allarmismo generalizzato mi sembra del tutto fuori luogo”.


















