racket1Potrebbe già essere emessa il 7 dicembre prossimo la sentenza di secondo grado del processo “Alta Mafia”. Nella giornata, che tradizionalmente a Canicattì è dedicata a Li Vamparotti, si terrà l’ultima udienza del troncone ordinario in cui sono imputate 12 persone. Al tribunale di Palermo, ieri è stato stilato il calendario per il processo d’appello che prevede il ritorno in aula il 16, il 30 novembre e appunto il 7 dicembre prossimi. Per quelle date si terranno le discussioni dei collegi difensivi, mentre ieri è stata la volta della requisitoria del Procuratore Generale che ha chiesto alla Corte la conferma delle pene inflitte in primo grado. Nel febbraio dello scorso anno, i giudici di Agrigento inflissero la condanna più pesante, 16 anni e 8 mesi, all’ex deputato regionale Vincenzo Lo Giudice. A seguire, dieci anni di carcere furono comminati al boss Calogero Di Caro, 6 anni e 4 mesi a Salvatore Failla, 5 anni all’ex capomafia di Racalmuto Maurizio Di Gati, oggi collaborante, 4 anni e 4 mesi all’empedoclino Salvo Iacono, 4 anni e 2 mesi all’ex sindaco di Canicattì Antonio Scrimali, 4 anni a Vincenzo Guarneri, 3 anni e 10 mesi a Diego Fanara, 3 anni e mezzo al funzionario comunale Salvatore Giambarresi, 3 anni a Rino Lo Giudice e a Calogero Marino, un anno e 6 mesi a Salvatore Curtopelle. La Corte d’appello, considerato che la sentenza di primo grado è stata impugnata dalla difesa per il cosiddetto divieto di reformatio in peius, potrà confermare o diminuire queste pene e non aumentarle. Il processo si avvia così velocemente alla sua fase conclusiva dopo che i giudici palermitani non hanno acconsentito alla cosiddetta rinnovazione del dibattimento, ovvero l’assunzione delle prove già esaminate in primo grado o nuove.