“L’immane tragedia di Messina deve sollecitare una presa di coscienza generale rispetto ad una politica di prevenzione e di messa in sicurezza delle città che non è più rinviabile in un paese come il nostro dove esistono numerose zone di territorio a rischio”.
Lo ha dichiarato il deputato nazionale del Pdl, Vincenzo Fontana, commentando positivamente la decisione del presidente della regione, Raffaele Lombardo, che dopo i fatti di Messina, ha decisio di sospendere e rivedere il piano casa della Sicilia, recentemente approvato dalla sua giunta.
” Non è più possibile affrontare questi temi solo sull’onda dell’emozione con interventi legati all’emergenza per poi aspettare altri tragici eventi e riparlare di prevenzione” – ha detto ancora l’on. Fontana – per questo, la scelta di bloccare il piano casa siciliano è un importante segnale”.
“Da parte nostra, come legislatori – ha aggiunto il parlamentare del Pdl – abbiamo il dovere di verificare l’efficacia delle attuali normative in vigore,mentre, da parte degli amministratori locali occorre svolgere un’attento monitoraggio delle situazioni di pericolo, valorizzando il collegamento con le autorità regionali e nazionali preposte alla sicurezza del territorio. Si tratta di collegamenti che possono essere fondamentali, anche per il livello di efficenza e per la professionalità dimostrata dalla Protezione Civile, che grazie anche al dinamismo e all’impulso del Governo Berlusconi, riesce ad assicurare assistenza e aiuti concreti sia nella fase dell’emergenza che della ricostruzione”
“Le immagini che in questi giorni sono sotto i nostri occhi – ha detto ancora Fontana – suscitano sentimenti di partecipazione al dolore dei familiari delle vittime, ma soprattutto debbono stimolare la volontà di voltare pagina e lavorare ad un grande progetto per rendere più sicuro il nostro territorio”.
“Il mio auspicio – ha sottolineato Fontana – è che si onorino queste vittime evitando che il loro sacrificio risulti inutile. Per rendere concreta questa prospettiva è opportuno che si sviluppi una nuova cultura della responsabilità con un attenzione maggiore al bene comune che spesso viene ignorato a vantaggio di interessi egoistici e non sempre legittimi”.
“Se penso poi alla mia città – ha spiegato il parlamentare agrigentino – è necessario, anche considerando i trascorsi e le ferite che ha subito il suo tessuto urbano, definire un organico progetto per mettere in sicurezza il territorio, a cominciare dal centro storico. Un progetto che diventi trasversale alla gestione degli strumenti urbanistici adottati e sul quale si possa realizzare un’ampia convergenza tecnica, in un quadro di coesione politica che si accompagni ad una ritrovata coesione sociale”.
“In questa direzione l- ha concluso Fontana – il consiglio comunale di Agrigento ha dimostrato, occupandosi dell’annosa vicenda degli abitanti della zona A, di sapere trovare una sintesi virtuosa tra le problematiche sociale e quegli aspetti che riguardano il rispetto delle leggi , che è il primo presidio per garantire l’uguaglianza dei diritti dei cittadini, e per ricordare i doveri che ognuno ha nei confronti della comunità civile. Sono certo che l’amministrazione attiva farà la sua parte e troverà i giusti collegamenti con i diversi livelli istituzionali per fare tesoro di esperienze drammatiche come quella che ha colpito la popolazione messinese”.
Roma 06/10/2009
Cordiali saluti
Vincenzo Fontana


















