Rischia di essere respinto in Libia il barcone con oltre 200 migranti, tra i quali donne e minori, che da due giorni sta navigando nel mare in burrasca “scortato” dalla petroliera italiana Antignano.
L’imbarcazione, che due giorni fa ha lanciato l’Sos dal Canale di Sicilia con un telefono satellitare, si trova in questo momento in acque Sar (ricerca e soccorso ndr) di competenza maltese, ma le autorità dell’isola – secondo indiscrezioni raccolte alla Valletta – avrebbero autorizzato Tripoli a inviare la nave da guerra Al Hani per riportare in Libia gli immigrati.
Tecnicamente non si tratterebbe di un vero e proprio respingimento, ma della rinuncia da parte dei Paesi dell’Unione Europea a prestare soccorso al barcone, delegando alla Libia ogni responsabilità.
Questa mattina la centrale operativa delle Capitanerie di Porto di Roma aveva inviato una nuova segnalazione alla Marina maltese, sollecitando l’intervento delle loro motovedette. Secondo le Forza Armate dell’isola, tuttavia, gli extracomunitari non sarebbero in pericolo e dunque non si configurerebbe la necessità di un intervento di soccorso.
Era stata la Guardia Costiera italiana, dopo l’Sos lanciato con un telefono satellitare dalla “carretta”, a dirottare venerdì sera nella zona, al confine tra le acque libiche e quelle maltesi, la petroliera Antignano.
La nave, oltre a rifornire gli immigrati di viveri e generi di prima necessità, ha navigato a ridosso del barcone per proteggerlo dalle onde. Tra gli extracomunitari a bordo del barcone vi sarebbero dei potenziali rifugiati, come alcuni profughi eritrei in grado di fare richiesta d’asilo.
Fonte lasicilia












