I carabinieri hanno sequestrato una discarica abusiva di rifiuti pericolosi, estesa circa 10 mila metri quadrati, in contrada Pizzillo a Palma di Montechiaro. L’area, di proprietà di un privato, è stata presa in affitto diversi mesi fa dal Comune per usarla come discarica di inerti, ma sarebbero stati conferiti, invece, rifiuti pericolosi. Episodio simile a Porto Empedocle dove la polizia e l’Arpa hanno sequestrato l’isola ecologica, lungo la strada statale 115, di proprietà del Comune. Il sito nato per ospitare e smaltire i piccoli elettrodomestici era stato trasformato, invece, in un immondezzaio pieno di rifiuti pericolosi dove, a quanto pare, scaricavano anche delle ditte private. I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle al palazzo di città stanno acquisendo tutti gli incartamenti relativi all’isola ecologica.
Eternit, plastiche, elettrodomestici, mobili in disuso, materiali inerti provenienti da demolizioni e ristrutturazioni di immobili e soprattutto una gran quantità di pneumatici sono le tipologie di rifiuti sequestrati invece ad Agrigento dagli agenti della Polizia Provinciale. “Un malcostume duro da sradicare dalla mentalità di molti cittadini – ha detto l’assessore alla Polizia Provinciale Piero Macedonio – un caso limite è rappresentato dalla paradossale situazione che gli agenti e gli ufficiali della Polizia Provinciale hanno dovuto fronteggiare nella giornata di mercoledì scorso, quando si sono trovati, allertati da alcuni cittadini della zona, nei pressi dell’hotel Kaos, di fronte ad una catasta di rifiuti depositata certamente nella nottata precedente, che impediva di fatto ai residenti di potersi allontanarsi dal proprio domicilio e ad altri di farvi rientro”. “A quel punto l’Ufficio Tecnico della Provincia, messo a corrente della situazione, ha messo a disposizione una squadra di pronto intervento che ha ripristinato i livelli minimi di transitabilità al fine di consentire ai residenti in zona di poter passare con le proprie auto. Questo nonostante la strada occupata dai rifiuti sia di proprietà comunale. Successivamente l’intera area è stata posta sotto sequestro giudiziario e sono in corso le indagini per cercare di risalire agli autori dei gravi illeciti ambientali”, conclude Piero Macedonio.











