federico-licalziE’ uscito appena la settimana scorsa ma è già sulla strada del successo il volume di poesie “Poetica coazione”, a firma di un giovane Autore di Canicattì, il ventottenne Federico li Calzi, imprenditore presso l’azienda di famiglia ed intellettuale che, già da molti anni, s’interessa di letteratura (anche come componente di un attivo “cenacolo” di poeti e scrittori presente nel territorio e di altre Associazioni culturali) e ha già in preparazione altre opere di poesia e narrativa.
La prefazione del libro (che comprende una novantina di liriche) porta la firma dello scrittore agrigentino Nuccio Mula, docente universitario, componente dell’International “P.E.N.” Club e dell’Associazione Internazionale Critici Letterari, che ha espresso il più ampio consenso critico su questa valida “opera prima” di rilevante spessore espressivo e stilistico.
L’uscita del volume è stata già “festeggiata” in tempo reale (cioè già appena uscite le prime copie dell’opera) mercoledì 11 scorso in una serata informale al “Bar del Viale” di Canicattì, fra parenti, amici ed estimatori del giovane poeta (più il prefatore ed alcuni operatori culturali del territorio): ma a questo primo e simpatico “battesimo del vino” – l’incontro prevedeva anche diversi momenti di degustazione di prodotti dell’enologia locale – seguiranno, adesso, e già dai primi mesi del 2010, i veri e propri “battesimi del fuoco”, con la presentazione ufficiale di questa importante e pregevole raccolta di liriche sia a Canicattì che ad Agrigento (per la cronaca, e su proposta del citato prof. Nuccio Mula, Federico Li Calzi sarà fra i protagonisti dell’edizione 2010 dell’ormai “storica” rassegna di Autori “Poesia in Via Atenea”).
Anche l’Associazione Scrittori ed Artisti Agrigentini ha espresso il suo più vivo plauso per questa raccolta di liriche destinata ad un immediato successo di lettura ed a raccogliere ulteriori autorevoli consensi critici anche ai più alti livelli.

Dinanzi a Federico Li Calzi, valido giovane Autore che sa (e vuole) usare il dono della Parola solo e soltanto per dire (e scrivere) nel segno dell’intelligenza (virtù rarissima, a fronte dello sfibrante schiamazzare / scribacchiare che inquina l’oggi di suoni e segni assolutamente superflui: “words, words, words”, continuerebbe ad affermare Amleto, dinanzi alle vacuità retoriche del Polonio di turno) non si può che apprezzarne e lodarne la concretezza e la valenza di spessore del suo approdare alla Poesia (quella con la “P” maiuscola, per intenderci: e ad una raccolta di questo livello, e per di più “opera prima”, non si potrebbe chiedere di meglio) con una pubblicazione valida per la profondità dell’intuire e l’accortezza dell’esprimere, alla quale Federico Li Calzi è arrivato nel tempo e col tempo (ergo scrivendo molto e strappando moltissimo, confidando e celando i segreti del cuore alla carta e superando per gradi, “naturaliter”, dalla pura e semplice trascrizione di pensieri e sentimenti alla forma poetica propriamente detta, la sindrome del foglio bianco), sulla quale ha raffinato la propria sensibilità e per arrivare alla quale mi ha portato, con grande modestia, cortesia e titubanza, tutte le pagine sparse che, traslocate dall’ombra dei cassetti alla luce della visibilità letteraria e mediatica, nutrono adesso di rara valenza il libro che state sfogliando con giustificata attenzione. Approcci e progetti di riproposizione / ricontestualizzazione in chiave di “street movie”, in specie, questi di Federico Li Calzi; giammai riferiti, però, od almeno dalla personale supervisione nel suo osservatorio di regia, a quanto mai vaghi e generici giovanilismi, laddove, invece, puntualmente vanno a coniugarsi a precisi e non intercambiabili referenti ambientali, culturali, comportamentali e interiori, per atmosfere sempre soffuse e pregne di referenze e rimembranze che dai vissuti individuali vanno a formare “textures” collettive attraverso nitidezze e nebbiosità “metafisiche” abilitate a carrellare, a panoramicare, a ritagliare, a definire ed a “cum-prehendere” (in teorie di campi, piani, dettagli, stacchi, pause e dissolvenze incrociate) qualsivoglia riambientazione di soggetti smarriti e storie transitorie, ottimizzata fra il “ciak” e il “the end” d’ogni riproporre poetico dalle già citate, seducentissime sinfonie / sintonie d’irradiazioni solari e lunari ancor più destinate a sortilegi d’affabulazione e conquista del fruitore allorché ulteriormente tornite da quelle parallele valenze, tutt’altro che residuali e / o emarginabili, scaturenti da precisi agganci ad una condizione giovanile da sempre, ergo agenerazionalmente, mirata a privilegiare ed a circonfondere d’indimenticabile unicità questo fondamentale modulo dell’arco esistenziale che ogni ragazzo d’ogni epoca ha puntualmente bramato divenissero e restassero eterne. Ed in questo camminamento multidimensionale, in cui l’Autore interfaccia reali e realistici elementi d’ispirazione individuale e generazionale ad ideali latitudini e longitudini di poesia, Federico Li Calzi colpisce e convince anche per la sua polivalenza espressiva, provvidenzialmente (per lui e per chi legge e / o valuta) scevra da ridondanze di orpelli e da “escamotages” retorici, per una disarmante ed esaustiva “simplicitas” di significazione che va a rivelarsi (sempre, ovunque e comunque) estremamente capace, fra estro e cuore, di selezionare, discernere, misurare e adattare ad ogni sequenza emotiva il suo giusto incedere di versificazione. (dalla prefazione di Nuccio Mula). Info & Contacts Autore: cell. 331 7569956 e-mail: federicolicalzi@virgilio.it


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