Palermo, 18 novembre – Nelle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie siciliane potrebbero esserci i morti e non esserci i vivi col paradosso che da un lato si spendono soldi per “assistere” i defunti e dall’altro non si garantisce assistenza ai vivi.
E’ questa in sintesi la pesantissima denuncia contenuta in una interpellanza urgente che il deputato regionale del Movimento per le Autonomie Orazio D’Antoni ha presentato oggi all’Assessore per la Sanità, Massimo Russo.
Nel suo atto ispettivo, D’Antoni ricostruisce gli aspetti formali dell’Accordo collettivo nazionale riguardante la medicina di base ed in particolare quelli legati alla necessità di mantenere aggiornata l’anagrafe degli assistiti per poter garantire servizi ottimali “ed evitare che ogni medico abbia un numero di assistiti/carico di lavoro tale da non garantire livelli ottimali di assistenza.”
La predisposizione e l’aggiornamento dell’anagrafe degli assistiti, compito che la legge affida alle Aziende, è un elemento essenziale, sottolinea D’Antoni, anche “per una adeguata pianificazione ed organizzazione dei servizi assistenziali” e per individuare quelle aree della regione dove è carente il numero di medici di base in relazione alla popolazione residente.
Ricordando infine che la legge prevede che ogni medico di base riceva almeno ogni sei mesi l’elenco degli assistiti di cui dovrebbe occuparsi, D’Antoni pone all’Assessore Russo tre pesanti domande:
– se corrisponde al vero che in alcuni casi l’aggiornamento dell’anagrafe degli assistiti non viene fatta anche da due anni;
– se corrisponda a verità che non vi sia un collegamento fra l’anagrafe degli assistiti e le anagrafi comunali tanto da determinare l’inclusione negli elenchi assistiti (e i conseguenti costi per l’Amministrazione) di cittadini morti;
– se corrisponda a verità che, di converso, vi sia una discrepanza di parecchie migliaia di unità fra la somma dei cittadini risultanti residenti dalle anagrafi comunali e la somma dei cittadini che risultano assistiti e se non ritenga che tale dato non dimostri che vi sono cittadini che, a loro insaputa, non risultano caricati a nessun medico di base.
Alla luce di tutto questo, D’Antoni chiede quindi a Russo di agire con urgenza ed eventualmente anche con atti di commissariamento delle aziende sanitarie, sollecitandolo ad adottare “eventuali provvedimenti sostitutivi.”
L’Ufficio stampa

















