prostituzioneNei giorni scorsi sono state eseguite dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile del locale comando compagnia, nell’ambito delle indagini sul fenomeno della prostituzione – anche minorile – presente in città. Un’attività investigativa quella condotta dai carabinieri del luogotenente Salvatore Manuello comandante del nucleo operativo e radiomobile del locale comando compagnia inserita nell’ambito della operazione anti prostituzione denominata «Lenone» che nelle scorse settimane ha visto finire in manette quattro componenti di una famiglia romena e due licatesi, un palmese ed buterese, con l’accusa di induzione, sfruttamento della prostituzione minorile e riduzione in schiavitù di ragazzine quattordicenni.

Nel corso di uno dei blitz eseguito dai militari dell’Arma nell’abitazione di una cittadina romena coinvolta in un giro di prostituzione i militari – con molta sorpresa – hanno identificato presente all’interno dell’appartamento un noto uomo politico locale quale «intimo amico» della ragazza romena. L’inchiesta Lenone è partita delle dichiarazioni rese prima ai carabinieri e subito dopo al magistrato dalla ragazza romena costretta a prostituirsi in città quando era ancora minorenne. Le dichiarazioni spontanee rese dalla ragazza ridotta in schiavitù dal suo connazionale ha consentito agli organi inquirenti di disegnare una mappa dei clienti con l’individuazione di diverse persone che intrattenevano periodici rapporti sessuali con la ragazzina che a volte arrivava ad avere venti incontri in un solo giorno.


Diversi sono gli uomini politici locali tirati in ballo dalla ragazza romena che lo scorso autunno, stanca di prostituirsi, ebbe il coraggio di rompere le catene che l’avevano ridotta in schiavitù denunciando il suo sfruttatore e riacquistando la libertà. La prostituta poco prima di Natale quando capì che l’uomo che l’aveva illusa di essere il suo principe azzurro, sarebbe divenuto il suo padrone si recò presso la stazione dei carabinieri del vicino comune di Campobello di Licata ed inizio la sua collaborazione. Collaborazione che è proseguita presso gli uffici del nucleo operativo e radiomobile del locale comando compagnia riconoscendo attraverso foto segnaletiche i suoi clienti abituali, per proseguire presso gli uffici della Procura della Repubblica del Tribunale di Agrigento dove alla presenza del magistrato ha confermato quanto precedentemente riferito agli organi inquirenti. Allo stato attuale la ragazza romena si torva ospite in istituto situato in una località segreta.

FONTE:  LA SICILIA