“Il governo Berlusconi continua a dichiarare che la lotta alla mafia è una priorità. Parole condivisibili se fossero confermate da adeguati comportamenti, ma purtroppo non è così. La presenza e l’incidenza delle istituzioni è, in alcune aree meridionali, limitata, mentre i funzionari dello Stato che svolgono in silenzio il proprio dovere di contenimento della criminalità mafiosa vengono minacciati e di fatto lasciati soli”. Lo dichiara il senatore del PD Benedetto Adragna.
“Non parlo genericamente. – prosegue il parlamentare – Interi comuni dell’Agrigentino e del Nisseno sono teatro di attività illecite svolte da cosche che sfidano apertamente lo Stato. Diverse amministrazioni sono state commissariate, poiché infiltrate da Cosa Nostra. Due giorni fa in una di esse, a Vallelunga Pratameno in provincia di Caltanisetta, l’auto del commissario straordinario che regge il comune ‘chiuso per mafia’, il vice prefetto vicario Nicola Diomede, è stata danneggiata in pieno giorno, in una strada vicina al municipio. Lui e altri funzionari impegnati contro la mafia avevano ricevuto a settembre lettere anonime contenenti minacce di morte”.
“Questi sono fatti reali, – conclude Adragna – crimini che non possono essere puniti con dei semplici annunci. Mi auguro dunque che il ministro Maroni, di fronte a casi come quello di Vallelunga Pratameno, prenda iniziative realmente efficaci per debellare l’azione di cosche che non sembrano troppo preoccupate, a giudicare da come agiscono alla luce del sole, dalla ‘priorità’ data dal governo alla lotta alla mafia”. Sulla vicenda, il senatore Adragna ha presentato un’interrogazione al ministro degli Interni Roberto Maroni.
Roma 10 febbraio 2010 – dichiarazione del senatore Benedetto Adragna (PD)


















