nicolas-ghesquiere-190x11Christian Dior lo definì “Il maestro di tutti noi”. Inventò l’abito a uovo, la linea a palloncino, la tunica, il collo scostato, e con la sua couture ieratica, sontuosa e scultorea si rivelò un grandissimo antesignano della moda attuale. Nell’atelier di Cristobal Balenciaga (1895-1972) hanno lavorato stilisti del calibro di Emanuel Ungaro, André Courrèges, Paco Rabanne e Oscar De la Renta mentre altri, come Hubert de Givenchy, pur non essendo stati suoi allievi, lo hanno sempre considerato un capo-scuola. Uomo sobrio e riservato, vestì le donne più eleganti del secolo: Mona Bismarck, la Duchessa di Windsor, Fabiola del Belgio, Grace di Monaco e Ingrid Bergman. Oggi la Maison, che dal 2001 è controllata dal Gruppo Gucci, è tornata alla ribalta grazie a Nicolas Ghesquière che nel 1997 a soli 26 anni ne ha assunto la direzione creativa, subentrando a Josephus Timister. Il designer francese, prima di approdare da Balenciaga, si è fatto le ossa da Gaultier, Trussardi e Callaghan coltivando un insolito gusto per la sperimentazione nell’elaborazione di volumi spesso astratti e complessi, ma magistrali. Come la costruzione delle spalle, i virtuosismi etnici o gli abiti corazza che hanno sedotto Charlotte Gainsbourg, Nicole Kidman e Jennifer Connelly. <<Balenciaga era così rigoroso nella costruzione e non cedeva a compromessi, ed è questo che mi piace di lui>> ha detto di lui Ghesquière. Nato a Guetaria, nei Paesi Baschi spagnoli, fin da bambino il grande sarto fu attratto dalla moda, una passione affinata nella piccola sartoria materna. Poi l’incontro fatale: quello con la Marchesa Torres che gli procurò il primo lavoro in una casa di moda a Madrid. Nel 1937 aprì il suo atelier parigino al 10 di Avenue George V. La prima sfilata riscosse un successo strepitoso. Con il suo talento riuscì a modificare la silhouette femminile, puntando anche su una grande ricerca nei tessuti. Come i materiali plastici, il metallo e l’uso di tessuti rigidi come il gazaar di Abraham. Alla fine degli anni Sessanta il Maestro, acerrimo nemico della moda in serie, decise di chiudere la Maison e di ritirarsi in Spagna dove morì nel 1972.
Nella foto in alto Nicolas Ghesquière

A cura di Virginia Milano


Fonte: style.it