Non è la prima volta che il sindaco di Canicattì esce dal Movimento per le Autonomie, come se aderire ad un partito fosse simile a giocare in una porta scorrevole.Già l’anno scorso si era registrata una prima rottura tra Vincenzo Corbo e l’assessore regionale Roberto Di Mauro. Alle solite lamentele del primo cittadino che non si sentiva considerato, il politico agrigentino ribatteva come l’amministrazione comunale di Canicattì non avesse proposto nulla alla Regione per ottenere dei finanziamenti. Poi la crisi di coppia sembrò rientrare ma fino ad oggi di stanziamenti per la città nemmeno l’ombra. Anche avvicinarsi al Pdl Sicilia dell’assessore Luigi Gentile non ha dato buoni frutti:
i fondi di compensazione, riservati dall’Anas ai comuni attraversati dai lavori di raddoppio della statale 640, in proporzione ai chilometri di competenza canicattinese, si sono dimostrati una delusione, tanto da portare Corbo a disertare l’ufficializzazione delle opere con gli altri sindaci, alla presenza del componente della Giunta Regionale. Nel frattempo un altro scossone ai rapporti con l’Mpa è stata l’elezione di Michele Termini alla presidenza del Cda dell’Ato Rifiuti.
Il sindaco di Canicattì ha votato il collega di Campobello, in quota Michele Cimino, snobbando il candidato del Mpa, Rosario Miceli. Mossa poi rivelatasi inutilmente azzardata perché Termini si dimetterà subito dopo, lasciando spazio a Miceli appunto.
La mancanza di raccordi istituzionali è testimoniata ancora da un altro episodio che molti disconoscono, a partire dallo stesso sindaco. Mentre all’Assemblea Regionale Siciliana si approva un ordine del giorno che prevede aiuti ai mattatoi comunali chiusi, Corbo dichiara ai giornali che il macello di Canicattì non riaprirà più. Il firmatario dell’atto parlamentare, per la cronaca, è un deputato del Movimento per le Autonomie, Salvatore Lentini.
L’ultima riorganizzazione del partito in provincia di Agrigento riserva un altro affronto a Corbo. Tagliato fuori dalle riunioni del commissario del Mpa, Francesco Pira, il sindaco di Canicattì incassa anche la conferma dell’opposizione alla sua amministrazione da parte di Gioacchino Giardina, nominato responsabile del soggetto politico in città. Insomma un ospite indesiderato nel Mpa che ad un anno dalle elezioni amministrative è in cerca di una nuova collocazione politica.


















