Alle prime luci della mattina odierna, militari della Compagnia dei Carabinieri di Agrigento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP in sede dr.ssa Luisa TURCO, nei confronti di MULONE Santa, nata il 12.5.1951 a Cattolica Eraclea , sottoposta ad indagini:
a) per il delitto p. e p. dagli artt. 628 commi 1° e 3° n. 1), 61 nn. 1) e 5) c.p. perché, per procurare a sé e ad altri un ingiusto profitto, mentre era in servizio con funzioni di “badante” alle dipendenze dell’anziana donna Fasulo Anna classe 1925, mediante violenza consistita nel colpire energicamente al capo con un corpo contundente la Fasulo, in modo da cagionarle le lesioni personali descritte nel capo di imputazione lett. b) che segue e da renderla in stato di incoscienza, si impossessava della somma di denaro pari ad € 30.000,00 appartenente alla Fasulo (e da questa prelevate con il suo ausilio alcuni giorni prima presso le Poste s.p.a. – Agenzia di Cattolica Eraclea), che sottraeva all’interno del vano doccia dell’abitazione della Fasulo utilizzando una chiave custodita all’interno di un borsello detenuto dalla Fasulo sulla propria persona.
Con le circostanze aggravanti di avere commesso violenza per mezzo di un’arma, di avere commesso il fatto per motivi abbietti e futili, e di avere approfittato della condizione di minorata difesa della persona offesa derivante dall’età avanzata della stessa.
In Cattolica Eraclea, il 20.3.2010
b) per il delitto p. e p. dagli artt. 582 e 585, 61 nn. 2) e 5) c.p. perché, mentre era in servizio con funzioni di “badante” alle dipendenze dell’anziana donna Fasulo Anna classe 1925, al fine di commettere il delitto di rapina descritto nel capo di imputazione lett. a) che precede, colpiva energicamente al capo con un corpo contundente la Fasulo, cagionandole lesioni personali consistite in “ferita lacero contusa alla testa nella zona parietale dx e fronte parietale” curate con l’applicazione di plurimi punti di sutura.
Con le circostanze aggravanti di avere commesso il fatto per mezzo di un’arma, di avere commesso il fatto per motivi abbietti e futili, e di avere approfittato della condizione di minorata difesa della persona offesa derivante dall’età avanzata della stessa.
In Cattolica Eraclea, il 20.3.2010
L’indagine condotta su delega della Procura della Repubblica – sostituto procuratore dr Luca SCIARRETTA, del dipartimento delitti contro il patrimonio coordinato dal Procuratore Aggiunto dr Ignazio FONZO – dai militari dell’Arma ha evidenziato gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Mulone Santa per i reati anzidetti, restando impregiudicate eventuali future determinazioni che dovessero rendersi necessarie a seguito degli accertamenti medico legali disposti al fine di appurare le cause del decesso della signora Fasulo, avvenuto in Foggia il 16 aprile 2010..
Ed invero, a carico della Mulone sono stati raccolti plurimi e concordanti elementi di prova, costituiti:
• dalle precise e gravi dichiarazioni rese prima del decesso da Fasulo Anna, la quale ha escluso qualsiasi caduta accidentale e ha affermato che il pomeriggio del 20.3.2010 era stata la “badante” Mulone Santa, che era a conoscenza del nascondiglio utilizzato per custodire i propri risparmi, a sferrarle un colpo alla testa, mentre era girata di spalle, cagionandole una ferita lacero contusa al capo e provocando il suo stato di momentanea incoscienza, funzionale al successivo impossessamento della somma di denaro pari ad € 30.000,00;
• dalle significative dichiarazioni rese dai medici dell’ospedale di Ribera, i quali hanno evidenziato che le caratteristiche della ferita riscontrata sul capo della Fasulo, e in particolare la circostanza che la ferita fosse traumatica e profonda, avevano ingenerato dubbi sul fatto che si trattasse di lesioni conseguenti ad una caduta accidentale, come riferito invece dalla donna che aveva accompagnato la Fasulo (da individuarsi proprio nell’indagata Mulone Santa, come emerge dalle concordi dichiarazioni di alcuni testimoni), e che le medesime caratteristiche, al contrario, apparivano compatibili con colpo ricevuto da un corpo contundente;
• dalla mancanza di segni di effrazione sulle porte esterne ed interne dell’abitazione della persona offesa, indizio evidente che i fatti sono stati commessi da una persona che aveva libero accesso nell’immobile ed era in possesso delle chiavi del portone di ingresso dell’abitazione;
• dalla circostanza che i fatti sono stati commessi alle ore 14.00 circa, e cioè durante il turno diurno espletato dalla “badante” Mulone Santa;
• dalle inverosimili e contraddittorie circostanze riferite nell’immediatezza dei fatti da Mulone Santa ad altra persona in ordine alla presunta telefonata con la quale una vicina di casa avrebbe avvertito la Mulone dell’incidente occorso a Fasulo Anna all’interno dell’abitazione di questa;
• dalla sicura conoscenza di Mulone Santa del nascondiglio utilizzato dalla persona offesa per custodire i propri risparmi e del fatto che la Fasulo disponeva quel giorno della cospicua somma di denaro in contanti di € 30.000,00, prelevata presso l’ufficio postale dalla persona offesa unitamente alla Mulone e alla di lei figlia soltanto pochi giorni prima del 20.3.2010.
Il GIP, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo dr Renato DI NATALE, ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la forza di polizia che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero.
Le indagini di Polizia, come detto svolte su direttive della Procura della Repubblica, sono state effettuate, e tuttora proseguono nell’ambito del Comando Provinciale dei Carabinieri retto dal Colonnello Mario Di IULIO, dalla Compagnia dei Carabinieri di Agrigento, alle dipendenze del Cap. Giuseppe ASTI.
Agrigento 27 Maggio 2010












