Tre storie diverse di una Ravanusa sana quelle che hanno attraversato ieri pomeriggio la navata della Chiesa Madre della cittadina in lutto per l’ennesima tragica morte sull’asfalto. Un copione che sembra ripetersi nel paese già funestato da questi drammi.

La commozione per i funerali di Tanina Carmina, Lillo Burgio e Giovanna Greco ha toccato anche le ultime file della parrocchia. Prima della celebrazione delle esequie, l’estremo saluto ha avuto la voce civile e religiosa, rispettivamente del sindaco Armando Savarino e di Giuseppe Ingaglio dell’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Agrigento. Quest’ultimo ha poggiato sulla bara dell’insegnante l’ultima tessera dell’organizzazione cattolica. Le sue instancabili doti di educatrice e riabilitatrice sono state esaltate da tutti coloro che hanno parlato dal leggio, quasi un’eco agli sconforti che si sono susseguiti subito dopo l’incidente tra le vie e nelle case dei ravanusani.


Tanina Carmina, dopo essere stata l’anima del Centro Amico e del Cif di Ravanusa, aveva pensato anche a un futuro che sicuramente non avrebbe immaginato così come ieri si è presentato nella chiesa Madre. Nei suoi progetti, c’era l’istituzione di un Centro Diurno dal nome che suona quasi come un presagio: “Dopo di noi”.

Forte la perdita di una grande piccola donna soprattutto per i diversamente abili ai quali si era votata, seguendone i miglioramenti. In queste immagini la vediamo felice in mezzo ai suoi ragazzi in occasione delle Palestriadi Life ad Agrigento nel 2002. Anche i coniugi Burgio sono figli di questa Ravanusa. “Di quella città – ha esclamato il sindaco Savarino – che se è diversa rispetto agli anni 60 è anche per il lavoro di coltivatori come Lillo Burgio”. Quest’ultimo e la moglie, vissuti per la famiglia, rappresenteranno un’eredità morale e un patrimonio di valori inestimabili per i loro figli.

La concelebrazione dei funerali è stata presieduta dal parroco della chiesa canicattinese di San Diego, don Mario Polisano, originario di Ravanusa.