Non è stato un delitto mafioso quello in cui è morto il sommatinese Giuseppe Monterosso in provincia di Varese. Sarebbe piuttosto una faida maturata in ambito lavorativo, secondo il Gup del Tribunale di Milano, Simone Luerti, che ieri ha emesso la sentenza al processo con il rito abbreviato per l’omicidio consumatosi il 6 maggio dell’anno scorso. Il giudice ha inflitto 20 anni ad Andrea Vecchia, 42 anni, di Porto Empedocle, accusato di essere stato il mandante dell’omicidio. Diciotto anni, senza la diminuente della collaborazione, per Alessio Contrino, 46 anni, di Aragona, presunto esecutore materiale del delitto; 4 anni ad Antonio Cuntrera, 38 anni, di Realmonte, che ha risposto solo di reati legati al possesso di armi. Assolti con formula piena gli empedoclini Giuseppe Volpe, 64 anni, e Fabrizio Messina, 34 anni.