Legambiente sporge denuncia contro ignoti.
Le due piccole bestiole, di poco più di un mese di età, sono state ritrovate ieri mattina dagli operatori e dai volontari del Servizio Civile di Legambiente nell’area utilizzata come parcheggio ed antistante il sentiero d’ingresso della riserva.
Che i cuccioli non si trovassero lì per caso era del tutto evidente: vicino alla recinzione, infatti, erano state deposte due cassettine di legno, servite evidentemente per trasportarli fin lì e sistemate in modo da creare un minimo di ombra. Accanto a questo riparo precario, inoltre, una ciotola con acqua ed un’altra con del cibo.
E per uno dei due cuccioli proprio la ricerca di riparo dal sole si è rivelata fatale: al ritorno dal loro giro di ricognizione, infatti, gli operatori di Legambiente lo hanno trovato privo di vita. L’ipotesi più probabile è che il cucciolo si sia acquattato dietro la ruota di qualcuna delle auto dei visitatori parcheggiate e che, assopitosi, sia stato schiacciato senza volerlo.
L’altro cucciolo, invece, è stato temporaneamente affidato ad una giovane del posto in attesa che i volontari dell’Associazione Aronne di Agrigento, prontamente allertati, riescano a trovargli una sistemazione definitiva.
“Metteremo a conoscenza dell’accaduto le Autorità di Polizia presentando una denuncia contro ignoti”, afferma Claudia Casa, funzionario delle Riserva delle Macalube di Aragona. “Si tratta di un’azione inqualificabile e disumana – continua l’esponente di Legambiente – e come tale non può passare sotto silenzio, anche per scoraggiare altri gesti di questo tipo. Abbandonare un animale è un reato punito con sanzioni pecuniarie e sinanco misure restrittive in ragione della sua esecrabile natura. L’abbandono, infatti, è la peggiore forma di maltrattamento nei confronti di un animale perché nella maggior parte dei casi porta alla morte, come purtroppo è avvenuto per uno dei due cuccioli. Diffidiamo chiunque dal porre in essere altri gesti di tal fatta – conclude Claudia Casa – e faremo comunque di tutto per risalire all’identità di chi si è reso protagonista di questo vile e triste episodio”.













