I Consiglieri comunali Giuseppe Sferrazza e Giovanni Picone hanno inviato una lettera al Sindaco contenente le osservazioni al bilancio 2009 della Dedalo oggetto dell’approvazione della prossima assemblea dei soci.
La lettera contiene una prima analisi del bilancio 2009 che secondo i consiglieri contiene alcuni punti negativi quali:
– il mancato richiamo per un importo di 208 mila euro delle azioni da versare da parte di alcuni Comuni per la ricostituzione del capitale sociale, sceso, a seguito delle perdite 2007 e 2008, al di sotto del minimo legale e con un patrimonio netto, di appena 20 mila euro, insufficiente rispetto alle attività aziendali, tale da indurre il collegio dei revisori e la società di revisione a porre rilievi e dubbi sulla continuità aziendale ed a sollecitare la convocazione urgente di un’assemblea per gli opportuni provvedimenti;
– la scarsa capacità dell’azienda a riscuotere i crediti, soprattutto verso i Comuni soci, pari a quasi 18 milioni di euro nel 2010, anche senza considerare la particolare situazione del Comune di Campobello di Licata che incide per il 50% ma che risulta allo stesso tempo creditrice e debitrice nei confronti della Dedalo per quasi lo stesso importo, al di la dei numeri indicati nel bilancio della Dedalo non coincidenti con quelli in possesso del Comune di Campobello;
– la poca chiarezza di alcune voci di bilancio, anche consistenti;
– l’aumento dei debiti, soprattutto quelli previdenziali e tributari, che hanno già generato sanzioni e multe e rischiano di crearne ancora di più esponendo il consiglio di amministrazioni anche a sanzioni penali;
– l’eccessivo costo del servizio di igiene urbana per i Comuni; si legge infatti dal bilancio della Dedalo che la società registra con una risultato positivo di 600 mila euro per la parte relativa alla gestione caratteristica, nonostante le disfunzioni in alcuni costi;
– la crescita della spesa del personale di 300 mila euro nonostante il decremento di 22 unità, raggiungendo un costo medio per dipendente di quasi 45 mila euro;
– la lamentela per il mancato finanziamento regionale degli impianti, per l’acquisto di mezzi ed attrezzature salvo poi ricevere un finanziamento utilizzato per buona parte per l’acquisto di un ufficio in zona industriale per realizzare un fantomatico polo tecnologico ed informatico;
– il numero elevato di infortuni nonostante nei documenti contabili è scritto che la Dedalo “ha intrapreso tutte le iniziative necessarie per la tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro” e mentre proprio negli ultimi giorni si è appreso di un incidente ad un camion della Dedalo per il trasporto dei rifiuti causato forse dal sistema frenante e probabilmente dall’eccessivo carico di portata, rispetto a quello consentito, episodio che a quanto pare si ripete con una certa frequenza;
– la mancanza del piano industriale e di una contabilità analitica;
– la mancanza di un’adeguata impiantistica, mezzi vecchi che richiedono manutenzione sempre più crescenti e mancanza di una piano alternativo alla discarica di Siculiana.
I consiglieri comunali del PD ritengono che la Dedalo debba essere messa in liquidazione e comunque ritengono inderogabile l’attivazione del “periodo preparatorio della procedura di liquidazione, antecedente alla costituzione delle S.R.R.” e quindi alla nomina di un commissario, in sostituzione dell’attuale consiglio di amministrazione, che provveda alla quantificazione della massa attiva e passiva accertata e tutti gli altri adempimenti previsti dalle legge regionali 9/2010 e 11/2010.


















