Si è concluso, presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di F.C., I.R. ed A.C. di Racalmuto, imputati di abusivismo edilizio e mancata comunicazione di inizio costruzione in zona sismica. Il giudice monocratico di Canicattì, Sara Marino, ha letto il dispositivo contenente la sentenza di condanna alla pena di 200 euro di ammenda solo per l’accusa di mancata comunicazione al Comune di inizio costruzione in zona considerata sismica mentre ha assolto gli imputati, perché il fatto non sussiste, per l’accusa di abusivismo edilizio. I fatti si riferiscono a qualche anno addietro. I tre avevano deciso di costruire un appartamento in una zona che secondo l’ufficio tecnico del comune di Racalmuto era considerata, zona a rischio sismico. Gli imputati hanno omesso di comunicare all’Ente pubblico l’inizio dei lavori incappando in tal modo in una violazione legislativa che gli costò l’imputazione per mancata comunicazione di inizio lavori e per abusivismo edilizio. La difesa, durante il dibattimento, è riuscita a dimostrare la buona fede dei suoi assisti chiedendo al giudice l’assoluzione con formula piena. Dopo la consueta camera di consiglio il giudice Marino, valutando attentamente gli atti giudiziari, ha emesso il dispositivo che scagiona gli imputati dall’accusa di abusivismo edilizio e li condanna solamente , con una pena pecuniaria di 200 euro, per l’accusa di mancata comunicazione di inizio dei lavori.