Un confuso intreccio coinvolge Calogero Mattina e Salvatore Petrotto, il legale di Mattina, avv. Gigi Restivo ha reso noto che il suo assistito si è dimesso dal consorzio tre sorgenti per poter portare avanti al meglio la sua linea difensiva.

L’inchiesta ruota anche attorno a Racalmuto, il comune dell’agrigentino definito “il paese della ragione” per avere dato i natali allo scrittore Leonardo Sciascia. La droga, soprattutto cocaina purissima, veniva venduta anche a 75 euro a dose. L’avvocato Calogero Mattina, presidente del consorzio idrico Tre sorgenti, è accusato d’aver ceduto, nel febbraio del 2009, cocaina al sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto.


Nel maggio scorso Petrotto ammise pubblicamente d’aver fatto uso di droga, parlando di un “momento difficile” della sua vita. Petrotto, eletto nelle liste di Italia dei valori, ma di recente avvicinatosi prima all’Mpa e poi al Pd, dopo aver fatto la rivelazione choc, ha chiesto “scusa” ai suoi concittadini.

I carabinieri, un anno fa, nell’ambito di una operazione antidroga denominata “House Delivery” arrestarono anche un assessore della giunta Petrotto, Luigi Di Naro di 33 anni. Secondo l’accusa avrebbe fatto parte di una organizzazione che importava cocaina dal Sudamerica nascondendola nelle batterie dei cellulari.

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Il sindaco di Racalmuto è anche indagato, in stato di libertà, per un presunto caso di tentativo di corruzione. Secondo l’accusa Salvatore Petrotto, assieme al presidente del consorzio acquedotto Tre sorgenti, l’avvocato Calogero Mattina, che la notte scorsa è stato posto agli arresti domiciliari, avrebbe chiesto all’amministratore delegato di una società idrica di versargli dei soldi per non danneggiarla con iniziative legali. Secondo la ricostruzione della Procura di Agrigento, grazie alle indagini della polizia di Stato, il reato non si sarebbe consumato per l’opposizione della vittima a queste richieste.

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Salvatore Petrotto, Sindaco di Racalmuto, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “E’ chiaro che si paga sempre un prezzo e nel mio caso salatissimo, per le battaglie che si conducono contro la privatizzazione dell’acqua. E’ il mio caso specifico e di chi ha contrastato, in tutte le sedi giudiziarie, coloro i quali hanno avuto in gestione per 30 anni il sevizio idrico integrato in provincia di Agrigento.” e aggiunge “Sono amareggiato e sconfortato nel continuare a subire l’onta e l’umiliazione del continuo rovesciamento di inoppugnabili verità. Sono fiducioso che l’accertamento della verità, come mi è capitato già in passato, possa fare giustizia di alcune errate e false segnalazioni di chi ha il solo ed esclusivo intento di difendere i suoi ingenti interessi, alla luce anche delle recenti norme in materia di pubblicizzazione dell’acqua.” e in conclusione “Se dovevo essere arrestato per avere difeso questi principi e questi valori, subendo le calunnie di qualcuno, ebbene sono fiero di aver condotto questa battaglia che, in provincia di Agrigento, è stata sostenuta da migliaia di persone e che a qualcuno è costata qualche milione di risarcimento destinato alla collettività. Questa è la verità! E per queste ragioni sono stato ignominiosamente tirato in ballo. Capisco che è difficile farsi sentire, quando vige uno strapotere che anche in mezzo all’acqua ha inteso mettere salde radici. Con grande gratitudine e fiducia nella Giustizia.

Esprimo compiacimento e congratulazioni ai colleghi della squadra mobile di agrigento e del comissariato di canicatti’ per la brillante operazione che ha portato all’arresto di 19 persone, ritenute responsabili di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. E’ questo il risultato e la conferma dell’efficacia e degli sforzi quotidiani che gli appartenenti della polizia di stato pongono in essere, queste sono le parole del segretario generale provinciale del coisp vincenzo ciulla, sforzi che vengono fatti, e ci teniamo a sottolinearlo, come organizzazione sindacale, dal personale operante e non certo di un governo che si appropria di meriti non suoi, e che anzi ostacola nei fatti, con i tagli alle risorse.